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Digressione

L’evoluzione del Fotografo, ovvero la cronistoria dell’evoluzione fotografica di un amatore.

La natura ce lo chiede, la società anche, la tecnologia ce lo impone addirittura. Cosa?
L’evoluzione della specie non è solo un termine che si trova sui libri di scienze, ma è qualcosa che viviamo noi, tutti, dal giorno che usciamo da quella buia caverna che è il grembo materno a quello in cui lasciamo questo mondo di lacrime. Continua a leggere →
Digressione

Come diventare saggi, con due mesi di astinenza (e qualche sega mentale in meno).

L’avevo detto. E alla fine l’ho fatto.
La parola più corretta forse è “astinenza“, ma pensandoci a me piace più “disinteresse” .
Da cosa direte voi ?
Non di certo dalla fotografia…quella, anzi, ora mi appassiona molto più di prima.
Disinteresse da tutto ciò che di superfluo orbita intorno alla fotografia per me. Mi sono preso un po’ di pausa dal blog, ho smesso di spulciare i vari forum di settore quotidianamente, stop alle ricerche di notizie fotografiche dai vari siti di riferimento, addio alle infinite comparative tra obiettivi alla ricerca di quello più nitido, più contrastato, più cazzuto. Continua a leggere →
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La grotte mystérieuse de l’antiquaire ancienne

On 50mm è un Photoblog, trattiamo di tecnologia, di grandi autori, di tecniche e grafica, ma ogni tanto mi piace anche inserire delle mie storie, appunti dai miei lavori, spunti e idee nuove.
Una sorta di lato “personale” che in un buon Photoblog ci stà sempre bene.

Ultimamente infatti, in un periodo piuttosto denso di impegni, mi sono ritrovato davanti allo schermo silenzioso del mio pc a guardare scatti fatti in passato….
mentre sfogliavo le varie immagini, la testa che pensava a tutt’altro, uno scatto mi ha colpito.

E’ quello che andrò a presentarvi tra poco…
Guardandolo con occhio critico questo scatto non è nulla di che, a parere di alcuni banale, a parere di altri comune….
Forse è vero, forse no.
Fatto sta che come un lampo, fulmineo, rapido, abbagliante, mentre guardavo questa foto mi venne in mente un testo da poter abbinare a questa foto.

Sentivo tempo fa di una sperimentazione artistica che stanno conducendo, chiamata la pittura/poesia credo, che consiste cioè nell’abbinare alla visione di un’opera visiva, l’ascolto contemporaneo di un’opera testuale, una poesia in particolare,letta abilmente da un lettore o una lettrice.
Bene, l’idea che mi era venuta con questo scatto era proprio ricostruire, a partire dall’immagine, una storia, un’ambientazione, che si potesse sposare verosimilmente con questa immagine…insomma usare la foto come una base per sviluppare un micro-racconto, che verosimilmente potesse essere ricollegabile alla foto stessa, fondendosi con essa in una micro-storia.

E fu così che procedetti a una Post-Produzione “antichizzata” della foto, proprio per creare ancora di più un legame visivo con la storia che ci avrei abbinato…

Potrebbe essere un’idea per prossimi foto-racconti ? Chissà…per ora “gustatevi” questo primo esperimento senza pretese…:D

La grotte mystérieuse de l’antiquaire ancienne

La grotte mystérieuse de l'antiquaire ancienne

…vagando per borghi sconosciuti mi imbattèi in questa tetra grotta…era il negozio di un vecchio antiquario. Spinto dalla curiosità ci entrai.
Lui, l’antiquario, orbo da un’occhio, con una lurida benda a coprire l’oscena cavità oculare, mi accolse con un gesto accondiscendente e un sorriso beffardo. 
Rapido e muto si incamminò verso un lontano corridoio e io, ignaro, lo seguii.
Mi guidò tra stretti corridoi e lugubri stanzette, stracolme di roba vecchia e fatiscente….più che un antiquario a guardare quelle cianfrusaglie senza valore mi pareva uno di quei matti compulsivi che accumulano roba fino a far scoppiare la propria dimora… 
Dopo un lento peregrinare in quel luogo ameno, scandito dallo strascichìo delle sue ciabatte sporche e consumate, ci ritrovammo in una stanza più grande, con dei lumi posti in terra a illuminare una parete. Quella stanza, ricavata interamente nella roccia, era quasi del tutto spoglia, e l’unica parete illuminata era piena di chiavi…
…ce n’erano di tutte le dimensioni e forme…piccole, grandi, sottili e spesse, graziose e grezze, nuove e antichissime…
Mentre stupito le osservavo, il vecchio antiquario lentamente si voltò verso di me…guardandomi dritto con l’unico occhio che aveva mi mostrò un sorriso dai pochi denti marci, e sottovoce mi disse…:”Io sono il custode della chiave più preziosa al mondo…questa chiave non apre porte nè finestre, non apre case nè magazzini…questa è la chiave della cassa di Pandora, ha un potere immenso e un’immensa forza oscura…tu sei il Prescelto per possederla, ma prima dovrai trovarla”…
Dettò questo il vecchio si precipitò fuori dalla stanza a una velocità impressionante, facendomi addirittura dubitare che quello storpio che mi aveva accompagnato lì fosse lo stesso che agilmente fuggiva via lasciandomi solo. 
Proprio così, solo. 
Solo con la chiave. 
Solo con la mia sorte di Prescelto.