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Digressione

Case Originale Xiaomi Yi… tanto c’è voluto, ma la qualità è sorprendente !!

Come ben recita il titolo “Tanto ci è voluto….” si, perchè l’arrivo del case Originale Xiaomi è stato un vero parto, che ci ha anche portato a trarre delle amare conclusioni (a seguire). Con questo articolo andiamo a recensire per bene, con immagini e opinioni, il case originale Xiaomi (attenzione, qui si parla di case originale, non una delle mille copie cinesi).

Porteremo alla vostra attenzione pregi e difetti ma, lasciatevelo dire, stavolta le 5 stelle se le merita tutte ‘sta custodia. Per chi fosse “nuovo” e non avesse capito al volo di cosa parliamo, specifichiamo che stiamo parlando della custodia waterproof ( impermeabile all’acqua) per utilizzare l’action cam Xiaomi Yi anche in luoghi dove normalmente un aggeggio elettronico non dovrebbe essere, come sott’acqua, nella polvere, ecc…

Cosi come per la precedente recensione (quella del case KingMa, che trovate cliccando su: Kingma case per la Xiaomi Yi…quando il clone supera l’originale.), anche in questa procederemo per macro-punti, in modo da facilitare la lettura e la scorrevolezza generale dell’articolo. Continua a leggere →

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In viaggio tra le antiche terre di Marco Polo…con Michael Yamashita.

Ben ritrovati ancora in nostra compagnia, con il nostro solito e atteso appuntamento con “The Sunday of Great Masters“…!!
Oggi abbiamo in serbo per voi un’intervista davvero molto speciale, con un fotografo davvero molto speciale, diretto rappresentate di una rivista anch’essa molto speciale…
Stiamo parlando del grandioso maestroMichael Yamashita(1949 – ) , uno dei maggiori inviati del National Geographic, tra i massimi esponenti nel campo del fotogiornalismo moderno e del reportage. Famosissime in ogni parte del globo le sue “rievocazioni” fotografiche dei grandi viaggi della storia, come ad esempio quello di Marco Polo.

Appena arrivato da un lungo viaggio dall’oriente è qui con noi mister Michael Yamashita….!

D:Buonasera signor Yamashita, è molto bello che lei abbia accettato il mio invito…non è da tutti mettere da parte gli impegni e le mille cose da fare per potersi concedere a una chiacchierata tra amici, volta a una maggiore conoscenza della sua esperienza di vita e lavorativa…
R: Oh, mio buon amico, buonasera a te, e a tutti coloro che mi onorano leggendo le mie parole. Non sono altro che un semplice uomo, e devo ringraziare la mia passione se sono dove sono oggi. Solo questa.

D:La sua semplicità e umiltà le fanno molto onore….vorrebbe parlarci in breve della sua gioventù…magari di come si è innamorato di quell’arte che poi l’ha reso celebre?
R:Per me è sempre un grande piacere ricordare le mie origini, da dove sono venuto…e da dove sono partito. Sono nato nel1949 a San Francisco, in California, dalla terza generazione di una famiglia di origini giapponesi….ho avuto un’infanzia nella norma, tranquilla, senza particolari eventi clamorosamente eccitanti. Successivamente mi sono laureato alla Wesleyan Universityin “Studi Asiatici“, in quanto amavo davvero molto la cultura e tutto ciò che provenisse dall’Asia, terra d’origine della mia famiglia, terra di cui ancora orgogliosamente conservo i ricordi accumulati nei vari viaggi, ricordi celati non solo in vecchi album polverosi, ma anche nella mia mente, sempre pronti a tornare vivi come reali poichè il mio cuore sa di essere legato imprescindibilmente a quella terra, a quei suoni, a quel mondo stupendo e lontano.
Come ho detto ero un grande appassionato della cultura asiatica così presi la decisione, appena laureato, si fare un bel viaggio proprio in Giappone. Era il lontano 1971quando presi questa inaspettata decisione. Avrei fatto un lungo viaggio attraverso l’Asia, e non vedevo l’ora. Portai con me una piccola macchina fotografica analogica (anche perchè all’epoca non esisteva il digitale), e fu così che scattando e scattando iniziai a sentire un voglia che non avevo mai sofferto prima di partire per quel viaggio. Era una vogliaimpertinente, che mi spingeva a portare l’obiettivo sull’asse dei miei occhi più spesso di quanto immaginassi….capii allora di essermi innamorato. Il mio amore era assai particolare e assai dolce, il suo nome era “Fotografia“. Ho viaggiato per ben sette anni in lungo e in largo per il Giappone, grazie anche alla parlata fluente della lingua che mi permetteva di unirmi a quella gente senza sembrare uno straniero, scoprendone aspetti e micromondi ancora sconosciuti e molto molto particolari.

D:La sua passione per la fotografia gli ha permesso di coltivare anche il suo spirito “viaggiatore”…giusto?
R: Certo…prima di essere un fotografo sono stato, e sono ancora, un grande viaggiatore. Amo il viaggio per tutti gli aspetti che il viaggio comporta…la conoscenza, il rischio, la scoperta, l’attesa, il nuovo, il diverso, il confronto. Sono molto legato al viaggio, e proprio grazie alla fotografia ho potuto unire i miei due grandi interessi, il mondo asiatico e la fotografia, assieme al viaggio. Per me questa simbiotica unione rappresenta tutto.

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D: Tornato in patria, in America, iniziò la sua collaborazione con il NG
R: Esatto. Iniziai a collaborare con il NG che, vedendo alcuni miei scatti del viaggio in Giappone rimase incuriosito e quindi mi chiese altre collaborazioni. Fu così che trasformai la mia passione per la fotografia in un vero e propriolavoro a tempo pieno, molto molto soddisfacente, ma allo stesso tempo così pieno da lasciare poco spazio per il resto del mio mondo personale. Un progetto che ho a cuore, che ho intrapreso da molti anni ormai, è stato portato a termine proprio grazie alla collaborazione del NG. Tale lavoro è consistito nel ripercorrere le rotte dei grandi viaggiatori del passato, come ad esempio il grande Marco Polo, oppure il poeta itinerante Basho, o infine l’esploratore cinese Zheng He.

D:Questi lavori che ha presentato le hanno portato molte onoreficenze e anche molta notorietà, vuole raccontarci quello probabilmente più importante dei tre, il viaggio sulle rotte di Marco Polo ?
R: Marco Polo è un personaggio che mi ha sempre affascinato molto. Era di origini veneziane e piuttosto che cullarsi nell’agiatezza che la condizione di mercante gli permetteva di avere all’epoca, ha rischiato la vita, e tutto quello che aveva, per scoprire nuove rotte, nuovi mondi, nuovi orizzonti. E’ davvero un personaggio speciale. Ho ripercorso il suo viaggio fin dalla sua città d’origine, Venezia, proseguendo per paesi come il Catai (dove aveva sede la reggia del sovrano Khubilai Khan) per passare poi in territorio Indiano e Indonesiano. L’idea di questo lavoro di reportage fuori dal comune mi venne pensando alle terre che più amo e alle quali più sono legato, ossia l’Asia e l’Italia. Il vostro è un paese meraviglioso e sono davvero felice di poter trascorrere lunghi momenti felici in compagnia dei vostri allegri e solari conterranei, anche in momenti di pausa, quando vengo in Italia con la mia famiglia per qualche momento di relax. Dicevo….leggendo “Il Milione” di Marco Polo ho colto al volo quel legame che il viaggio tendeva tra questi due meravigliosi paesi e ho voluto ripercorrere dal vivo il suo viaggio, cercando sempre di cogliere nei posti che visitavo le antiche pulsioni, gli antichi scenari, le antiche azioni quotidiane che la modernità non aveva ancora cancellato, come ad esempioi barcaioli nella Venezia più antica, o le scene di addomesticamento dei cavalli nella Mongolia.
E’ un viaggio che ho fatto seguendo il diario del 1299di Marco, come se fosse lui, giorno per giorno, a indicarmi la strada….e non sai che grande stupore nel ritrovarsi ancora perfettamente con i luoghi da lui descritti come ad esempio le lande desolate della Mongolia, o i templi indù nell’India più fanaticamente religiosa. Ho viaggiato attraverso 10 paesi diversi, 10 culture diverse, ma infiniti mondi sconosciuti e spettacolari.

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D:So anche che le piace molto insegnare piuttosto che concentrarsi esclusivamente nella professione fotografica…
R: Insegnare mi piace tantissimo, è vero. Tengo anche regolarmente dei workshopqui in Italia sà??…Mi piace molto rapportarmi con gli studenti, sempre carichi di domande, di riflessioni, di idee….Spesso quando ci si ritrova con fotografi di un certo livello, di caratura internazionale, si scambiano opinioni sui luoghi visitati, sui soggetti, sul “funzionamento” di un certo scatto….invece con gli studenti è completamente diverso….è tutto molto più profondo e interessante. Si discute spesso di luce, di inquadrature, di scelta della migliore composizione, di idee….confrontarmi con loro è una delle cose che mi spinge con energia a continuare il percorso di insegnamento che ho intrapreso.

D:Oltre al lavoro sul percorso di questi grandi personaggi del passato ha svolto altri lavori per il pubblico, fotograficamente parlando ?
R: Bè si, certo. La mia carriera è iniziata più di 30 anni fa e ho avuto modo di approfondire diverse tematiche…Come lavori potrei citarle ad esempio uno bellissimo che mi è piaciuto davvero tanto, portato a termine anche con la collaborazione di mia moglie per la parte narrativa, sui giardini giapponesi. Come ho detto in precedenza amo la cultura orientale e i giardini giapponesi hanno un qualcosa di estremamente vivo, vitale, rilassante, emozionante. Grazie a quel lavoro, e alla relativa pubblicazione in forma cartacea, ho ricevuto vari premi nell’ambito internazionale. Potrei citare altri lavori…mi viene in mente ad esempio il lavoro svolto per il NG, ripercorrendo le rive del fiume Mekongdalla sua sacra fonte fino al suo sbocco nel mare del Sud della Cina. Ho pubblicato infine numerosi libri sulle varie esperienze di viaggio e sui vari posti visitati..sono molto belli e ne vado particolarmente fiero.
In fondo questi racchiudono in una dimensione portatile tutto il bello che ho sperimentato e bloccato con un click nella mia vita. Perchè la mia fotografia è intrecciata con la mia vita, essa  ne è la sorella e allo stesso tempo madre e figlia.

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N.B. se vuoi visualizzare altri lavori del maestro Yamashita visita il suo sito : Michael Yamashita.
Su NITAL.IT puoi leggere un’intervista molto bella di Yamashita a proposito del lavoro su Marco Polo.

Fonti fotografiche : Web

Per leggere le precedenti interviste con i Grandi Maestri clicca Qui..: “The Sunday of Great Masters”
Vi ringrazio per la lettura, a presto, sempre qui….sempre su On50mm Blog Fotografico.

L’intervista oggetto dell’articolo è frutto dell’immaginazione dell’autore, anche se basata su fatti e argomenti veri e realmente accaduti. © Giorgio Casiello
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Filosofia Zen e Fotografia….scopri il mondo intorno a te.

Cosa può avere a che fare la filosofia Zen con la nobile arte della fotografia ? Molto, o poco, a seconda di quello che noi vogliamo che la fotografia sia realmente.
Come ben sappiamo la filosofia Zen si fonda sulla meditazione, sulla concentrazione, sulla auto-disciplina e la auto-conoscenza. E in fondo forse anche la fotografia non ha queste prerogative?

Molto spesso presi dalla mondanità del nostro essere ci soffermiamo solo sulla mera disquisizione del modello più evoluto di macchina fotografica, del sensore più potente, dell’ottica più costosa….tralasciando il dettaglio fondamentale, ovvero l’ispirazione e la creatività.

E così proprio mediante l’applicazione di quella silenziosa concentrazione, di quel pacato stato d’animo di apertura allo spirito del Mondo, di quella disposizione a “vedere e non solo a “guardare”, che possiamo avere l’ambizione di creare qualcosa di davvero unico.
Ovviamente questa disposizione d’animo è la prerogativa essenziale per qualunque forma d’arte, in quanto l’arte stessa è una sorta di collegamento verso l’irrazionale e il creativo.

Ecco alcuni piccoli consigli per ottenere di più da quello che comunemente riteniamo essere il nostro metodo di lavoro, fotografico e non.

– Fai pratica guardando ovunque
Fai pratica allenandoti ogni giorno, in ogni luogo, a qualunque ora, a vedere più in profondità e non fermarti solo a guardare.

– Non pensare a niente
Resta per qualche attimo in silenzio. Chiudi gli occhi. Dimentica per qualche istante cosa stai facendo, dove vai, chi dovrai incontrare….libera la mente e una volta aperti gli occhi vedrai con occhi nuovi. Scoprirai di notare cose mai viste, di cogliere dettagli mai lontanamente immaginati, di carpire idee e stimoli da moltissimi elementi intorno a te. Aspetta. Non correre. Ascolta i rumori intorno a te, ascolta le voci, presta attenzione agli odori, godi dei suoni che ti circondano. Solo così scoprirai un mondo sconosciuto.

– Quando inquadri il tuo scatto…
La fretta ci sta sempre più prendendo la mano…purtroppo. E’ ormai pratica diffusa quella di correre per scattare più materiale possibile. Punta e scatta. Punta e scatta. Punta e scatta. Si va così a finire che il nostro occhio guarda con rapidità attraverso il mirino, e osserva la scena solo per pochi attimi.
Abbandona questa abitudine. Soffermati a guardare…non sempre quello che vedi con i tuoi nudi occhi potrebbe essere così affascinante come visto in un riquadro di mistiche proporzioni quale quello della tua macchina fotografica…e così non appena un’idea affiorerà nella tua mente basterà creare al volo la composizione e premere il pulsante di scatto. Semplice.

– Fai del guardare pratica quotidiana
Ripeto ancora questo concetto. E’ davvero un concetto fondamentale. Sembra molto banale ma non lo è. L’uomo è un essere che inconsciamente presta moltissima attenzione alle abitudini…Se prendete l’abitudine di soffermarvi a guardare, invece di lasciar scorrere la vita semplicemente davanti a voi, vedrete che tutto diventerà talmente quotidiano e automatico che vi troverete a farlo anche senza mettervici d’impegno. E’ una cosa fondamentale perchè in tal modo come si suol dire “farete l’occhio“, ossia assumerete l’abilità di riconoscere in una frazione di secondo una scena interessante da una comune, una potenzialità nella normalità.
Tutti i grandi fotografi, chi consciamente chi inconsapevolmente, hanno sviluppato questa abilità che poi li ha portati a magnifici capolavori.

Vi saluto cari amici, e vi chiedo di riflettere su quello che ho scritto, è qualcosa di profondo e ben ponderato, ma assolutamente intrigante e fondato.

fonte: digital-photography-school.com