Il nuovo in fotografia… tutto il fotografabile è stato fotografato?

Ultimamente mi ritrovo a riflettere spesso su alcuni concetti. Astrazioni certo, ma di quei pensieri che come un ciclo monsonico, a cadenze regolari, torna a trastullarti.

Come avrete capito dall’incipit,  quest’oggi l’articolo sarà piuttosto “riflessivo“, che ogni tanto non guasta tra tutorial, guide e qualche altro articolo di dubbio interesse (ma noooo…).

Una delle domande che più spesso mi tornano in mente e, come gli animali da circo, continuano a correre in cerchio nel mio cranio, è : ma abbiamo fotografato tutto il fotografabile?

La prima volta che ci ho pensato fu in occasione di un concorso fotografico a cui partecipai qualche anno fa. Il giorno dell’annuncio dei risultati… botta di adrenalina, avevo vinto il primo premio. Una scossa mi percorse la spina dorsale e ricordo ancora quel momento in cui appresi di aver vinto (una stupidaggine il premio, ma non mi importava in quel momento).

Vinsi con un’immagine che riguardando oggi mi pare piuttosto banale, e infatti una delle critiche che mi furono mosse all’epoca da un altro concorrente (non so se in buona fede o per ripicca spudorata) fu proprio che seppure la realizzazione era molto buona il concetto espresso era già visto.

Una volta rientrato in me dalla furia goduriosa della vittoria, diciamo a mente fredda, la domanda si piantò come un chiodo dritto in mezzo alla fonte, proprio tra i due lobi del mio provato (dai bagordi del festeggiamento) cervello.

Pensiamoci un attimo, sfogliando i vari portfolio online, o guardando gallery come Flickr o 500px, a quanti capita di pensare con 90 foto su 100 “questa è uguale a quella prima, questa è banale, questa è vista e stravista, ecc”

Tutti i torti in realtà non li si avrebbe a pensare cosi.

 

Consideriamo che la fotografia ormai inizia a diventare un’arte con un bel bagaglio di anni sul groppone, si fa infatti risalire l’origine agli inizi del 1800… E se pensiamo al fatto che oggigiorno chiunque è circondato di macchine fotografiche, consapevolmente o meno, ci rendiamo conto di come produrre foto sia perciò di una semplicità estrema.

Abbiamo macchine fotografiche nei cellulari, nei citofoni, negli occhiali, negli orologi, in auto, per strada, in cielo… Stuoli di cinesini (e non solo) fotografano ogni sperduto angolo del pianeta, stuoli di bimbominkia fotografano ogni sperduto angolo di bagni, specchi e affini (ahahah ahimè esistono anche loro…), per non contare tutte le miliardi di foto che giornalmente scattiamo al minimo accenno di… “ma che cariiiino !!“.

Dovrebbe fare riflettere la classifica che Flickr pubblica sulla percentuale di corpi macchina usati per le foto presenti su quella piattaforma.

Il corpo più usato è il fantasmagorico Canon… ehm no… Nikon…. mmmmm no… ah, è l’Iphone.

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Se quindi per un discreto signor Henri Cartier Bresson (uno a caso) era relativamente “semplice” (fate passare il termine per ora) trovare spunti interessanti e originali, così non è oggi, dove invece tocca spremere la propria creatività fino al midollo per produrre qualcosa con quello che gli yankee chiamano “WOW factor” (fattore Wow !! , qualcosa di entusiasmante).

Certo, qui vado ad integrare quanto detto prima, indubbiamente Cartier Bresson (come altri) ha avuto una sensibilità fuori dal comune e una dote eccezionale, indubbio, che gli hanno permesso di catturare non solo scatti originali ma anche di sicuro impatto per dei moderni bacchettoni come noi uomini e donne del ventunesimo secolo.

Ora, cercate di fare mente locale, quando è stata l’ultima volta che avete visto uno scatto veramente innovativo, fuori dagli schemi ma maledettamente figo, nuovo, mai visto prima?

Parlando personalmente mi è capitato non troppo tempo fa guardando le foto di un tizio che ha riprodotto a casa sua degli esperimenti di fisica, impressionando le sue pellicole con fenomeni assurdi e colorati. Ma nel mio caso la normalità sta nello sfogliare gallery online, un po’ svogliatamente, tra un gattino (che non passa mai di moda) e una donna con la zizza da fuori che fa “nude art, fashion supercazzolons“, senza trovare in fondo nulla di particolarmente attrattivo.

 

Ecco allora a voi una domanda secca.

Pensi che il fotografabile sia stato fotografato? Credi ci sia ancora spazio per creare qualcosa di “grande” ma allo stesso tempo “nuovo” ?

Bene, ecco come la penso.

 

Penso che no,  non tutto il fotografabile è stato fotografato, che c’è ancora qualcosa di spettacolare che, come le statue di Michelangelo, aspetta solo di essere “portato alla luce“.

Aggiungiamo, anche, che poi moltissime foto (parlando per me forse la maggior parte) sono fatte non tanto per rappresentare o raccontare al pubblico, quanto per emozionare noi stessi quando le rivediamo, quindi nella loro banalità sono invece cariche di tutti quegli affetti, emozioni, ricordi, che ne elevano il contenuto e le rendono irripetibili, seppure semplici.

Certo, a noi “fotografi” del nuovo millennio è richiesta una dote di creatività niente male, una capacità di rischiare con concetti e forme nuove… ma se ci pensi un attimo questa cosa, apparentemente scoraggiante, è invece proprio il trampolino di lancio verso i grandi contenuti.

Proprio in un mondo piatto, in un mare magnum di foto alla cazzum canis, gattini sottoesposti, tramonti sfocati, selfie imbarazzanti, riuscire a produrre qualcosa di particolare, innovativo, bello, è il segno distintivo che può portarti oltre l’asticella della sensibilità comune.

Perciò, concludendo, a mio avviso il trend da seguire è l’innovazione, pensare e tendere verso il nuovo. Scoprire nuovi modi e nuove forme, ritrovare anche il vecchio ma rielaborarlo riscoprendolo in un modo insolito.

Chissà che poi non si scopra che avevo ragione. 

13 Responses to “ Il nuovo in fotografia… tutto il fotografabile è stato fotografato? ”

  1. Gironzolo in un forum annoiato e trovo questo bel link… BENE !! Come tutto è stato inventato ahimè tutto è stato fotografato, ma se negli ultimi anni stiamo rielaborando vecchie invenzioni come telefono+ino = telefonino credo che si possano rivedere e rielaborare vecchi scatti già fatti. Personalmente la mia vocazione per la fotografia è altra, a me piacerebbe raccontare e se si porta la visione in questo ambito si capisce che allora le possibilità sono ancora infinite, purtroppo il lato egoista dell’uomo non porta ad affascinarsi dei problemi altrui e per questo che ti trovi a visionare 8000 gattini 5000 seni 30000 Tour Eiffel ecc. Bell’articolo complimenti per l’idea

    • Ciao Diego !
      Si, anche io sono del parere che il bello dell’innovazione è che si può riproporre il “vecchio” in una forma nuova e insolita, rendendolo di nuovo attuale. D’accordissimo anche che in alcuni ambiti le possibilità di produrre nuove opere sono ancora infinite, anche se bisogna ammettere che anche nell’abito street/reportage ci sono scatti molto ricorrenti/banalizzati…vedasi le miliardi di foto a clochard e barboni…questo per dire che secondo me la dose di creatività necessaria per distinguersi dalla massa è indispensabile in tutti gli ambiti fotografici….
      Grazie comunque per il tuo pensiero, mi piace capire come la pensate ed è bello questo scambio di opinioni !!

      • Il “BARBONE” è ormai inflazionato, nella vita quotidiana ci sono un sacco di altri problemi che andrebbero denunciati o semplicemente messi a disposizione del pubblico per informarli. A me piacerebbe fare una mostra sull’obesità ma non trovo modelli e modelle che vogliono entrare nel vivo del problema e parlarne per poi fare degli scatti studiati a DOC, OBESITÀ’ non significa mangiare pensando che non ci fosse un domani ma è un vero e proprio problema . Ho anche a cuore le barriere architettoniche, anche li stesso problema non trovo modelli, ne avrei trovato uno ma si vuole fotografare da solo MITICO !! Ho ancora tante idee ma ….

  2. Ciao Giorgio,
    Sicuramente il fotografabile é stata fotografato,ma non da me,perciò vado avanti con ottimismo e con l’impegno di non cascare nel banale….
    Cosa non certo facile in questo mondo dove tutti sanno!
    Comunque dove c’è la vera passione le strade sono infinite.

    • Certo Harma, quello che dici è vero. Oggi grazie a internet, ai forum, ai blog la cultura fotografica si è diffusa e si può riuscire anche ad ottenere gratuitamente quelle nozioni che fino a una decina di anni fa non potevi avere se non frequentando un corso o facendo l’assistente presso un fotografo vero. Concordo anche sul fatto che se ci si impegna a non cadere nello scontato s’impara anche a fare una certa selezione a monte dei propri scatti, cosa a mio avviso molto buona. Ringrazio anche te Harma per il tuo ottimo contributo! A presto!

  3. Ottimo articolo! La passione per la fotografia per me è nata molto dopo la passione per la musica…suono la chitarra da ormai 15 anni e la domanda mi era già sorta anni fa sul lato musicale…quindi la mia risposta vale sia per la musica che per la fotografia: secondo me NO! Non è stato fotografato tutto il fotografabile e non è stato suonato tutto il suonabile…semplicemente oggi sia musica che fotografia sono molto più accessibili a tutti e dobbiamo sentirci bombardati da una marea di (passami il termine) merda che nasconde sotto palate di letame quel che c’è di nuovo e di buono…sarà che sono un inguaribile ottimista, ma credo che sia quasi impossibile mettere un freno alla creatività umana…come purtroppo alla banalità, ma questa è solo ‘altra faccia della medaglia.
    Per quanto riguarda me, come ha già detto Harma, al momento sto ancora scoprendo un mondo per me nuovo…spero di continuare a trovare sempre la bellezza e il piacere di scattare, così come ho ancora l’amore per la musica.
    Saluti,
    Andrea

    • Ciao Andrea !!
      Anche io ho altre passioni (non mi metto a elencarle sennò riempio un centinaio di righe) e in effetti pensandoci, questo è un ragionamento che bene o male si applica in ogni ambito !!
      L’ottimismo a cui tu accenni, oltre che essere il profumo della vita (cit.) è anche una dote molto utile per superare la sensibilità media. Spesso, infatti, e vedasi pure l’episodio capitato a me a cui accenno nell’articolo, la gente è invidiosa o magari anche semplicemente superficiale, e tende a “tirarti verso il basso”, nella media, in modo che tu diventi uno come tutti. La massa oggi chiede che tutti siamo conformi, ci tira verso la mediocrità (inteso come livello comune ai più), cercando di evitare lo spiccare di singoli, perchè questi destabilizzano il resto della massa stessa. So che forse ho fatto un ragionamento un po’ contorto, tuttavia quello che voglio dire è che pur sapendo di andare contro e/o oltre la sensibilità media, bisogna lo stesso osare e tentare nuove strade…i posteri ci daranno poi l’ardua sentenza a riguardo…

      Grazie per il commento molto costruttivo !!

  4. Ragazzi con le vostre parole mi aprite il cuore, continuate così, non siate uno qualunque ma siate voi stessi fotografi e musicisti. Ormai il mondo è inflazionato ci vogliono come dei soldatini tutti uguali che marciano tutti nella stessa direzione fortunatamente vedo che qualcuno almeno pensa contro corrente …. BRAVI e ricordate che il futuro siete voi e le vostre idee .

  5. In questi giorni mi sono posto la tua stessa domanda, ormai le foto mi sembrano tutte uguali e come se la personalita’ si sia annullata
    sembra che tutti vogliano le classiche foto wooooow che appena le guardi ti fanno quell’effetto poi le riguardi un paio di volte e sembra che le hai gia viste mille volte in tante salse,
    io sono uno sperimentatore e ho cercato piu’ volte di uscire con delle innovazioni ma mi sa che sono tutti concentrati sul banale che le cose nuove non vengono nemmeno prese in considerazione anzi vengono discriminate e olte volte vieni attaccato con frasi molto offensive.
    Io amo la fotografia ormai da piu’ di vent’anni pero’ ultimamente mi sto disinnamorando perche’ vedo che si parla piu’ di macchine fotografiche super tecnologiche e ottiche superfantascentifiche e non di fotografia come si dovrebbe fare.
    Mr caos l’idea di fotografare persone grasse e’ gia stata affrontata da grandi maestri della fotografia con eccellenti risultati,
    io sono straconvinto che sia stato tutto fotografato pero’ condivido quello che ha detto Harma,
    io ho trovato una mia soluzione, fotografo quello che mi piace e me ne frego del giudizio degli altri
    un grande saluto a tutti.

    Alberto

    • Il desiderio di fare (anche) foto WOW a mio avviso è condivisibile. Siamo in un’epoca dove il “mi piace” altrui conta molto, moltissimo. Mi metto in mezzo pure io dicendo che in alcune situazioni, in passato, mi sono trovato davanti alla scelta se pubblicare o meno uno scatto, preferendo tenermelo per me perchè tanto sapevo che sarebbe passato indifferente o quasi, vuoi per la banalità del contenuto, vuoi perchè quello che lo scatto rappresentava per me, giustamente poteva non rappresentare niente per gli altri.
      Secondo me non è nemmeno troppo da demonizzare la ricerca di uno scatto che crei interesse, vuol dire che nel bene o nel male quello scatto ha colpito nel segno. Certo, una via più “intima” in fotografia è sempre giusta e buona, ma può sempre andare parallela a quella “pubblica”. Ovviamente quando si scatta per se, senza dare conto ai gusti, alle mode, ai desideri altrui si ha sempre una tavolozza bianca su cui dipingere quello che più ci piace, e diciamocelo, in quel caso non ci sarà mai nessuno a dire che quella foto è una porcata (a meno che la nostra coscienza sia più bastarda della media), il che è abbastanza “comodo” e “rassicurante” in fin dei conti. Sopratutto agli inizi è un po’ una piccola copertina di Linus, ma in fondo non si può sempre ragionare come essere astratti dalla società, bisogna anche interagire, magari anche a costo di rischiare con cose diverse. Proprio qui è il difficile, come si diceva prima molte idee sono state realizzate, molte foto fatte. Trovare nuove idee, trovare nuovi scatti, è un percorso che nella “apparente” facilità nasconde una ricerca che potrebbe paradossalmente non concludersi mai con un risultato vero.

  6. Il box grigio deve trovarmi antipatica, perché non funziona con me.
    La mia opinione? Credo che il problema sia irrisolvibile nella misura in cui lo si considera nascente dall’oggetto. Forse sì, abbiamo fotografato tutto il fotografabile. Ma lo abbiamo fatto nella maniera più autentica per noi stessi?
    Il punto di vista dell’autore scompagina il dilemma.

    • MMM, Angie sicura di aver cliccato sul box, sulla freccetta a destra nel box ? Mi sembra strano non funzioni, però farò altre prove perchè voglio capire se c’è qualche problema nel codice.
      Tornando al commento, in effetti hai anche tu ragione, ogni problema è tale se lo si vede come tale. Premetto che questo articolo potrebbe in effetti parere una delle tante disquisizioni sul nulla, qualcosa di astratto, ma comunque era uno di quei pensieri fissi a cui spesso ho fatto caso e mi piaceva approfondire con i lettori di On50mm…e leggendo i vari commenti mi sono appassionato a capire come anche poi, in fondo, ognuno ha una sua risposta…e il bello è che in effetti poi ognuno ha ragione !!
      Grazie per il commento, le tue parole sono sempre benvenute qui. Ciao !!

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