L’evoluzione del Fotografo, ovvero la cronistoria dell’evoluzione fotografica di un amatore.

La natura ce lo chiede, la società anche, la tecnologia ce lo impone addirittura. Cosa?
L’evoluzione della specie non è solo un termine che si trova sui libri di scienze, ma è qualcosa che viviamo noi, tutti, dal giorno che usciamo da quella buia caverna che è il grembo materno a quello in cui lasciamo questo mondo di lacrime.
Ma se Darwin, gran testa fina, aveva elaborato tutta una teoria sulla nostra evoluzione, come si può cercare di affiancare una teoria evoluzionista alla storia della nostra vita…??
E ancora…
E’ un bene? E’ un male??…proviamo a parlarne discutendone tra amici. Ogni tanto il blog ritorna alla sua funzione cardine, quella pseudo-intellettuale riflessionistica, supercazzolintica magari a destra, o forse indietro, fate voi.
Ci riflettevo su qualche giorno fa, in uno dei rari momenti in cui ho la fortuna di poter collassare su un letto, divano o qualunque cosa di piatto e verosimilmente morbido mi capiti a tiro…
La storia personale di ognuno di noi è un po’ come l’evoluzione Darwiniana.
Partiamo tutti come esseri incapaci e cavernicoli.
Pensiamo ai bebè, piccoli ometti che non fanno che farfugliare sbrodolandosi da mattina a sera, cercando quando crescono di esplorare il mondo, con annesse prime esperienze di contatto con la vita civile e sociale. L’evoluzione porterà quel piccolo analfabeta sbrodolone a diventare un grosso imprenditore un giorno, o un famoso letterato, o ancora un leader politico…o uno sfigato fotografo, è anche quello un punto di arrivo eh.
Ma soffermiamoci più sull’evoluzione in senso lato che subiamo noi “fotografi” nella nostra passione…
Come è cominciata, cosa ha creato quel mordente in voi?
Questo è un blog, indi va di logica che dovrei raccontare i cavolfiori miei ora.
Ma siccome la mia è una storia semplice, senza quella suspance che fa tanto WOooW !! allora lasciamo stare e manteniamoci sul generico.
Dicevamo, la mia riflessione era legata al fatto che anche in ambito fotografico (ma vale poi per qualunque passione) si subisce una crescita “tecnica” ma anche una crescita più intima, più personale. Noi spesso non ce ne rendiamo conto, ma il nostro appassionarci a qualcosa cambia radicalmente il nostro destino e il nostro modo di vedere il mondo.
Perchè dite?
Provate a pensare a come guardate un paesaggio ora, o un tramonto…ma anche una composizione di frutta o una bella donna.
Prima di appassionarmi alla fotografia guardavo le cose in maniera assai più distratta, e meno attenta.
Ora invece mi faccio catturare di più da un’emozione visiva, mi ci tuffo e ci sguazzo in quel perdermi con gli occhi. Mi è capitato di stare minuti interi con gli occhi puntati su uno scorcio particolare, quasi a volerlo fare mio con gli occhi… i profumi, i colori, le gradazioni di luce, tutto mentre magari la gente attorno a me ci buttava uno sguardo, un “ma che carino questo posto !!“, una foto col cellulare e via.
Oggi un punto di partenza in comune a molti (ma diciamo pure a tutti) è per l’appunto il cellulare.
O meglio, pardòn, chiamarlo cellulare è anacronistico, parliamo di smartphone.
Si, smartphone, perchè i telefoni ora ti permettono di chiamare (ci mancherebbe), ascoltare musica, giocare, andare su siti por…..tentosi, orientarsi con cartine e….meraviglia, fotografare.
Valanghe di foto, milioni di milioni, sono scattate giornalmente con quel piccolo aggeggino plastico che funge da occhio di ogni smarphone che si rispetti.
E’ cosa nota che proprio da quel modo di fotografare molto “en passant“, in molti poi nasce la voglia di andare oltre, di approfondire, di conoscere, o molto semplicemente di fare foto migliori visto che in molte condizioni critiche la qualità degrada paurosamente.
Ecco perciò identificato un primo stadio dell’evoluzione del fotografo amatore, l’approccio fotografico. Che sia avvenuto con uno smartphone o con la Polaroid della nonna tutti abbiamo giocherellato con qualche aggeggio, e ci siamo innamorati di quello che ne veniva fuori.
Ora arriva il momento-chiave nel percorso evolutivo. L’esplorazione del mondo sconosciuto.

Come dei conquistadores ci facciamo largo a colpi di spada nel mondo nuovo che sono i vari forum, le guide, i blog, le riviste, i libri.

E ci sembra che le nozioni, i tutorial, le tecniche siano infinite. Volendo fare un paragone azzardato, ma azzeccato allo stesso tempo, si prova una sensazione di fame spaventosa. Non ovviamente fame fisiologica, ma fame di conoscere. Si mangia a piene mani da un forum, poi ci si sposta su un blog e si addentano due-tre articoli, infine ci si iscrive a un canale Youtube e ci si ingozza di una decina di video sulle tecniche più astruse. E qui avviene la magia, ovvero si passa in brevissimo tempo da fare foto bimbominkia-style a foto decenti, anche interessanti se vogliamo.
Sicuramente il balzo in qualità è davvero importante.
E’ questo balzo in avanti che per molti costituisce il punto di non-ritorno. Proprio guardando ai miglioramenti, alle belle foto fatte, alla sensazione piacevole che sta nel fotografare e nel riguardare foto di cui si va orgogliosi, che si instaura la inconscia decisione di andare avanti, e migliorare ancora…e ancora….e ancora.
In fondo…”se sono migliorato cosi tanto in due mesi, figurati in un anno, diventerò un maestro in men che non si dica“. Questo porta a una fase di autostima alle stelle, e qui (mi iniziano a cadere le braccia, un attimo che le recupero….) iniziano a comparire i famosi “Photographer” sulle foto o nelle pagine Facebook. E’ anche il momento in cui si è più dannatamente convinti e spocchiosi, le critiche alle nostre foto saranno sempre interpretate come un offesa, e pur dicendo “accetto critiche e consigli” spererete solo di ricevere mi piace, mi piace a non finire. Ci siamo passati tutti, me compreso. Ma attenzione, cosi facendo non solo vi renderete antipatici, ma oltretutto se non avete reali meriti e reali potenzialità passerete sicuramente per dei palloni gonfiati, la storia dirà poi se gli altri avevano ragione o meno sul vostro conto.
Con questa mentalità (si spera) temporanea, ma fatidica, si conclude la fase diciamo “adolescenziale” dell’evoluzione del fotografo, e ci si inoltra perciò nell’età adulta e qui, cari miei, iniziano i problemi.
Un grande saggio, purtroppo non sono riuscito a identificarlo con precisione, ha creato questa portentosa immagine. Ragazzi, sono serio, sto tizio è un genio al pari di Darwin perchè in un’immagine, una semplice e chiara immagine, ha sintetizzato tutte le nostre evoluzioni fotografiche, miseriaccia, e la precisione con cui cattura ogni momento è fenomenale.
Foto da DataViz
Come si evince dal grafico (ahimè è in inglese, ma è semplicissimo) dopo la fase che noi abbiamo chiamato “adolescenziale” viene la salita, quella amara. Se osservate la linea arancione noterete che dopo una brusca impennata iniziale (che noi abbiamo spiegato nell’iniziale strepitoso miglioramento) vedrete che c’è una fase quasi di stallo, di crescita bassissima.
Questa è la fase più delicata, e quella che nella maggior parte dei casi è più critica e dura anche anni…
Nella vita dell’uomo si è soliti indicare nell’età adulta la cosiddetta “crisi di mezza età“, bene vi è un’esatta trasposizione anche in ambito fotografico.
Cosi come la fase iniziale era caratterizzata da quella “fame” prima descritta, questo momento dell’evoluzione è caratterizzato invece da un senso di “sazietà“, quasi “disinteresse per il cibo“, dove ci giriamo e voltiamo vediamo solo cibi che già conosciamo e abbiamo già mangiato, non riusciamo a trovare nulla di appetitoso perchè tutto ci sembra già provato. Apriamo un libro e le indicazioni contenute ci appaiono scontate o banali, leggiamo un blog e vi troviamo articoli superficiali, scorriamo un forum e vi troviamo solo topic noiosi…è fatta, siamo in crisi.
E’ come detto una fase molto delicata, e basta un niente che si perde la voglia di fotografare.
Personalmente ho attraversato da pochissimo questa fase (da notare alcuni tra gli ultimi articoli del blog molto sottoni) e forse non ne sono ancora uscito, ma bene o male vedo il lumicino della fine del tunnel.
Onestamente io l’ho vissuta molto tranquillamente, ci sono stati mesi in cui non ho toccato la reflex, ma bene o male sapevo che era li, e qualcosa mi diceva che sarebbero tornati tempi favorevoli.
Il consiglio, per quanto possa interessarvi, è di non lasciarvi abbattere. Ci sono tante cose che ancora sono interessanti da scoprire, non credete che tutto quello che si può imparare lo si trova su un libro, o su un blog.
Questa è la fase della maturità e quindi è necessario che anche voi iniziate a scoprire cose nuove. Sperimentate, fate nuove esperienze, viaggiate, giocate con la reflex e con gli oggetti e soggetti intorno a voi. Vedrete che esistono un mondo di cose nuove che semplicemente non hanno ancora avuto nessuno che le scoprisse o le mettesse in pratica o più semplicemente che voi non conoscevate.
Personalmente mi sono appassionato tantissimo all’elettronica, e con la scusa di trovare un modo per costruire un trigger per la mia reflex (trigger di cui potete trovare una prima parte nell’articolo Fotografia High Speed … semplicissima (e low-cost) con Arduino !! ) ho scoperto 3-4 tecniche fotografiche davvero all’avanguardia che non vedo l’ora di mettere in pratica, è cosi che si riscopre la passione !!!
Arriviamo alla conclusione di questa fase, si inizia a credere di nuovo nelle proprie potenzialità, si inizia a crescere ancora, ma ora piano piano, ma si torna a essere contenti di quello che si ha.
Ecco che arriva la fase più bella, la senilità, l’ultima ma la migliore se vogliamo.
E’ questa la fase della tranquillità e, facendocelo passare, del menefreghismo.
Foto di filmsouthasia 
Perchè menefreghismo?
Perchè se in età “giovane” abbiamo cercato di raccattare quanti più “mi piace” possibile, spammando di brutto ovunque per far vedere le nostre foto, caricandole su tutti i social network, anche quelli più sconosciuti e usati solo nel Congo Belga, o nelle steppe asiatiche, ora si inizia a provare quella meravigliosa (ma ragazzi, meravigliosa davvero) sensazione di scattare solo per noi stessi.
Si inizia a scattare e non pubblicare, a stampare e a conservare.
Si inizia a godersi di più la passione, senza freneticità, senza correre appresso all’ultimo ritrovato tecnologico, senza necessità dell’ultima lente apocromatica, gustando e assaporando (in maniera quasi fisica) l’attimo che si coglie e si immortala.
Quasi come un anziano, che si gusta la vita in maniera serena, cosi si conclude l’evoluzione del fotografo, e non a caso se notate il grafico sopra menzionato vedrete che la linea blu, ovvero la linea del “quanto ti senti bravo” alla fine non aumenta più, ma semplicemente perchè non ci frega più nulla della bravura, o della popolarità, a noi basta scattare e scattare felici.
Spero questa mia riflessione vi sia piaciuta… è un resoconto abbastanza veritiero di quello che la mia mente partorisce quando, stuprata dal sonno, è in una via di mezzo tra lucidità e abbandono mistico.
A molto presto allora, sempre qui, sempre su On50mm Blog Fotografico con nuovi articoli, magari stavolta un filo meno pallosi e assolutamente più utili !!
Ciao !!

5 Responses to “ L’evoluzione del Fotografo, ovvero la cronistoria dell’evoluzione fotografica di un amatore. ”

  1. Un articolo interessante e simpatico 🙂
    Mi piace come scrivete, in molti articoli riesco a impersonificarmici, poi l’immagine a inizio articolo e’ fantastica!
    Complimenti!
    Sergio.

    • Ciao Sergio, ti ringrazio a nome di tutti per il complimento !!!
      Un blog è fatto anche di questi articoli più “riflessivi” oltre che di articoli tecnici, guide e altro…e quindi ogni tanto è bello intervallare gli articoli con qualche riflessione, magari interessante, magari no, ma pur sempre frutto di un attimo di moto cervellotico….ma la cosa che più mi rende orgoglioso è quando dici che riesci a impersonarti in alcuni nostri articoli….è una cosa molto bella e ci ripaga dello sforzo che mettiamo nel portare avanti questo progetto…grazie a te e a presto !!

  2. Bellissimo articolo Giorgio,
    Io ho cominciato in età non più giovanissima,e non m’importa dove arriverò,ma nel frattempo mi diverto,e consiglio a tutti pensionati di provare questa bellissima passione.Ci sono tanti ostacoli per chi come me non va a pari passo con le varie tecnologie,ma che importa è sempre meglio che vivere in tristezza e non saper come passare la giornata!!!!

  3. Bell’articolo e blog molto simpatico. Ma soprattutto buffa e riuscita la prima immagine. Anche io amo molto la fotografia, da anni ed anni …tanto che sono arrivata, abbastanza di recente ad aprire un blog fotografico con gli scatti della mia vita 🙂
    http://fotografiaevita.blogspot.it/
    Spero che deciderai di venire a fare un giro da me e mi seguirai come ora io seguo il tuo blog
    Un saluto, buon venerdì e migliore fine settimana in arrivo

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