Fotografare il Cibo : i passi fondamentali per una foto … “deliziosa” !!!

Food photography. Insomma unire due tra i più grandi piaceri che l’uomo possa conoscere, quello per il cibo e quello per la fotografia. Parliamo quindi di cibo oggi su On 50mm Blog Fotografico. Ovvero di come ottenere scatti superbi e “golosi“, semplicemente seguendo qualche piccolo consiglio e qualche “trucchetto” del mestiere.
Va premesso che questa guida è rivolta a tutti, non solo a chi possiede un corpo macchina reflex da 10.000 verdoni, o chi possiede lenti top e corredo di luci da 10.000 Watt.
Oggi vogliamo suggerire quindi dei passaggi, delle linee guida se vogliamo, per far si che anche con il cellulare, o la macchina fotografica compatta, i miglioramenti nel tempo siano davvero molto visibili.
Partiamo da un concetto base.
La fotografia comunemente riferita al soggetto “cibo” è una fotografia sostanzialmente “poco diversa” dagli altri tipi di fotografia. Come gli altri generi di fotografia infatti richiede studi appropriati della luce, delle ombre, delle composizioni. Come gli altri generi richiede una ottima conoscenza del mezzo con cui operiamo, e una buona (buonissima) dose di sano gusto estetico.
Diversamente dagli altri generi fotografici, invece, il suo scopo non è quello di far commuovere il “lettore“, nè quello di farlo impersonare nelle vicende del fotografo, ne quello di raccontare alcuna storia. Il messaggio fondamentale della “food photography” è quello che si può riassumere in tre parole…: far venire l’acquolina.
Avete presente quella sensazione che provate vedendo un piatto ben fotografato, quella sensazione di fame improvvisa e di desiderio lussurioso per quel piatto?
Bene, potete stare tranquilli, non siete degli obesi in astinenza da cibo, ma semplicemente avete di fronte una foto di food fatta bene. E’ un metro di giudizio validissimo. Se volete capire se la vostra foto di food è venuta bene mostratela a un estraneo.
Se i suoi occhi avvampano di voglie culinarie allora avete fatto un buon lavoro.
Ovviamente la fotografia di food è molto diffusa particolarmente in alcuni ambiti.
Possiamo citare ad esempio il mondo dei food blogger. In questo settore la fotografia di cibo serve allo scopo di corredare ricette e preparazioni, servendo quindi oltre a uno scopo estetico anche a uno scopo didattico-esplicativo di alcuni passaggi. La difficoltà è saper creare non solo belle foto, ma anche foto che ben spiegano un procedimento o un tipo di cottura/preparazione/impasto/ecc….
Altro campo in cui si usa moltissimo la fotografia di cibo è quello commerciale. Ovviamente è qui che la fotografia deve, per necessità commerciali, raggiungere la perfezione.
E non ci si risparmia sulle “finzioni“.
Ci spieghiamo meglio….
Mai vi è capitato di vedere fotografie di prodotti come ad esempio brioche, hamburger, bibite, ecc…che sembravano quasi irreali per quanto fossero perfette ? Vi stupireste se vi dicessimo che molto probabilmente quello in fotografia è un inseme di roba “non commestibile” ?
Famoso è il trucchetto ad esempio di utilizzare olio motore per auto per ricreare l’aspetto del miele liquido e dorato, oppure dadi di plastica satinata per creare l’aspetto dei cubetti di ghiaccio in una bibita, o ancora colori a tempera per ricreare l’effetto di una perfetta salsa ketchup o maionese, o per finire detersivi per piatti per riprodurre una corposa schiuma del cappuccino. Senza contare il contributo ovviamente notevole del ritocco in PostProduzione.
Ebbene si, la gran parte delle foto commerciali che vedete in giro sono completamente finte !!!
Qui sotto vi lasciamo un famoso video, che spiega come vengono realizzate le foto degli Hamburger della famosa catena McDonald’s. Per una foto ci sono decine di panini usati, e ore e ore di prove e ritocchi.
Capirete facilmente perchè il panino che comprate voi è sempre un fratello sfigato del panino nella locandina.

 Ma bando alle ciance, passiamo ora alle linee guida da seguire. Le vogliamo proporre in punti-chiave, di modo che possiate farvi un’idea di quali punti dovete migliorare per rendere i vostri scatti più accattivanti e, fotograficamente parlando, superiori.
– Background (sfondo) :

E’ essenziale scegliere uno sfondo adeguato per le vostre foto. La ricerca può sembrare banale, ma per ogni tipologia di foto esiste uno sfondo adeguato. Sarebbe ridicolo per una foto a degli ortaggi selezionare uno sfondo a specchio di design, o per delle foto a dei salami come sfondo una scrivania. Cercate di cogliere l’ambientazione corretta e quindi tenete presente che la contestualizzazione è molto importante. Quindi se la vostra foto è una minestra di cereali integrali magari andrebbe bene uno sfondo con un vecchio tavolo da campagna, che mostra i segni e gli anni, mentre per un sushi e del finger food andrebbe bene invece un tavolo pulito e dei piatti dal design pronunciato. Contestualizzazione, non dimenticatevelo.

Attenzione anche alla pulizia della scena. Briciole, posate, rimasugli della preparazione, devono sparire. Più una scena è pulita (in tutti i sensi), meglio sarà. Lo stile minimal va molto per la maggiore, e in fondo è giusto che sia così. Evitate assolutamente come la peste elementi negativi e poco piacevoli all’occhio come tovaglie macchiate, salse marroncine, posate e piatti poco eleganti o di plastica da supermarket. Allo stesso modo premuratevi di controllare che sul piatto non ci siano sbavature di salse, sughi, schizzi vari, che andranno prontamente puliti prima dello scatto.
– Composizione :
Questo è uno degli elementi-chiave. Forse il più importante, e forse quello che si trascura maggiormente.
Purtroppo questo passaggio, quello compositivo, si avvale di un notevole gusto estetico, che ahimè tutti non hanno. Creare composizioni azzardate ma allo stesso tempo attinenti e stuzzicanti non è da tutti. Non a caso esiste la vera professione di food stylist (sembra strano ma è assolutamente vero, ed è anche molto richiesta) che si occupa di questa fase. Ovviamente non dobbiamo essere dei food stylist per iniziare a cercare composizioni particolari. Qui una grossa mano possono darvela i libri che vado a consigliare a fine articolo, che davvero vi consiglio di procurarvi perchè vi proporranno numerosi spunti per migliorare questo passaggio. Potete anche procurarvene altri, ma vi consiglio assolutamente di prendere spunto da manuali appositi che propongono nuovi punti di vista e vi aprono letteralmente gli orizzonti. Anche il piatto più brutto, presentato con grazia e buon gusto può apparire molto molto invitante.
Non transigete su questo passaggio, attenzione, è forse il passaggio fondamentale per generare uno scatto superbo.
Qualche consiglio potrebbe essere quello ad esempio di utilizzare piatti con colori a contrasto elevato con la pietanza che volete proporre. Oppure ad esempio abbellire il vostro piatto con ornamenti (come il classico basilico sulla pasta, o sulla pizza) o anche ricercare inquadrature che portano l’occhio ad  “assaggiare” letteralmente il piatto, o ancora utilizzare salse e creme per creare forme geometriche, anche puramente decorative, che fanno sempre piacere all’occhio.

– Rapidità :

 

Una cosa che spesso fa ammattire coloro che iniziano a cimentarsi in questo genere fotografico è il fatto che i piatti in poco tempo si trasformano letteralmente. Un risotto fumante dopo alcuni minuti diventa una poltiglia di roba appiccicaticcia e opaca, un mazzo di prezzemolo appena lavato dopo 10 minuti diventa un mazzo di erbe depresse e sfibrate, un’insalata verde e appetitosa dopo 10 minuti inizia a diventare ossidata e scura. Questo significa che la rapidità è essenziale. Preparate il set già prima di fotografare il piatto, preparate le luci, il piatto dove servirete il soggetto, preparate il treppiede e la macchina fotografica. In questo modo, avendo tutto al posto giusto, non appena posizionerete il vostro piatto potrete cogliere subito quella “vivacità” che dura purtroppo molto poco. Per preparare già la messa a fuoco del soggetto potete ad esempio posizionare già il piatto, ponendo al centro di esso un foglio di carta stropicciato, che andrà a simulare la presenza della pietanza protagonista. La rapidità resta comunque importante.
– Luce :
Qui passiamo ad un altro punto fondamentale. La luce. Come in ogni ambito fotografico, anche qui la luce è fondamentale. E una sapiente scelta della fonte luminosa può esaltare così come al contrario penalizzare pesantemente uno scatto. Come dicevo all’inizio dell’articolo non è necessario possedere impianti luminosi da milioni di Watt, anzi. In food photography è molto apprezzata una illuminazione naturale e semplice, simile insomma alla luce del sole che entra da una finestra. Ottima soluzione, allora, potrebbe essere quella di posizionare il piatto nei pressi di una finestra ben illuminata dal sole, magari con una tenda bianca tra il piatto e la fonte luminosa in modo da diffondere meglio la luce. Una buona trovata sarebbe poi quella (un po’ fai da te) di crearsi dei pannelli con la carta alluminio (o anche i tappi dei contenitori argentati CUKI, o degli specchietti da bagno) per far rimbalzare la luce verso le parti in ombra e quindi schiarire zone che altrimenti sarebbero rimaste troppo scure. Una illuminazione adeguata non solo rende più gradevole lo scatto, ma mette in evidenza anche molto meglio i dettagli del piatto che volete presentare. Anche qui le fonti per capire come sistemare la luce o sfruttare quella naturale non mancano. Nei libri proposti ci sono svariati spunti che potete poi riutilizzare a vostro piacimento.
Fate anche molta attenzione al Bilanciamento del colore. Spesso si vedono immagini giallastre o con bruttissimi coloriti verdognoli o bluastri. Sono derivati sicuramente dall’uso di lampadine a incandescenza, o dall’uso di neon o led. Scattando in RAW è facilissimo correggere queste dominanti, riportando quindi il colore a valori realistici e molto più gradevoli.
Vi aggiungo anche un paio di link ad articoli di un noto blog di fotografia con l’uso di flash, dove si analizza il caso proprio di alcuni scatti food con un’illuminazione molto molto semplice e con la costruzione di “scatole di luce“.
 

– Scatti e prospettive :

Fortunatamente siamo nell’era del digitale e scattare 100 foto non è poi così complicato nè oneroso come invece poteva essere per coloro che usavano (o usano) la pellicola. Si suppone che il piatto che avete preparato non lo fate ogni giorno, quindi il consiglio è quello di scattare diverse foto e sopratutto da diverse angolazioni. Questo vi permetterà di avere molta più scelta al momento della selezione finale delle foto, e quindi eventuali imperfezioni di cui non vi siete accorti potrebbero essere mitigate o addirittura evitate. Il consiglio è quello di scattare relativamente da vicino, in modo da esaltare i dettagli, magari preferendo profondità di campo ristrette quando volete puntare l’attenzione su di un dettaglio in particolare. Se negli anni 90 andava molto lo scatto dall’alto, ora la tendenza spinge più verso l’avvicinamento e la fotografia del dettaglio, quasi a volerti far tuffare nel piatto con gli occhi. Tentate quindi varie angolazioni, e scattate numerose foto, controllando sull’LCD della macchina che lo scatto sia come voi lo volete…non sarebbe una bella sorpresa scoprire il giorno dopo che avevate per errore spento la messa a fuoco e tutte le foto sono sfuocate!!
– Trucchi del mestiere :
Ovviamente come dicevamo più sopra esistono un sacco di trucchetti che si utilizzano per rendere più attraente uno scatto, anche se molti di questi poi renderanno il piatto fotografato immangiabile, perchè contaminato. Va da sè, quindi, che questi trucchetti si usano molto per la fotografia commerciale, molto molto meno invece per la fotografia “fatta in casa” per immortalare magari la preparazione di una ricetta per il proprio food blog o semplicemente per immortalare un piatto ben riuscito.

Ve ne proponiamo alcuni tra i più utili.

Primo fra tutti si può citare il famoso trucchetto della superficie “sudata”, frequente per birre & company.
Tale risultato si ottiene utilizzando la glicerina (non paraffina !!!).
Tale sostanza, che si trova facilmente in farmacia anche sotto il nome di glicerolo, è un liquido, che si può disporre sulla superficie vetrosa tramite siringa o a spruzzo con uno spruzzino. Alcuni per rendere la superficie più “aderente” utilizzano un fissante glossy, anche se in alcuni casi dà l’effetto “frost” del vetro (peraltro in alcuni casi ricercato appositamente).

Altro trucchetto molto utilizzato è quello della lacca o dell’olio. Avete mai notato come le foto commerciali delle mele, o dei frutti e degli ortaggi spesso mostrano frutti lucidi e puliti, tondi, perfetti?? Bene, oltre alla dovuta selezione a monte per scegliere il frutto perfetto, bello tondo, senza ammaccature, senza graffi, senza segni neri, si procede con una bella spennellata d’olio sulla sua superficie esterna. In alternativa si può ricorrere alla lacca per capelli che, come l’olio, provvederà a donare una magnifica veste scintillante e “fresca” al prodotto scelto. Provare per credere.

Ultimo trucchetto riguarda i colori. Spesso i vegetali, in particolar modo le verdure crude, hanno colori tendenti allo smorto, dei verdi un po’ fiacchi, dei gialli slavati, ecc… Un ottimo modo per ravvivare
(naturalmente senza Photoshop) i colori è quello di dare una leggerissima scottata in acqua bollente alle verdure in questione. Asciugatele per bene e noterete che i colori a causa della velocissima bollitura si sono ravvivati. In questo caso la regola della rapidità è ancora più pressante perchè quando le verdure perdono liquidi (e questo succede molto in fretta) oltre ad ossidarsi iniziano ad “appassire” a vista d’occhio dato che è proprio l’acqua al loro interno a tenerle turgide. Per rallentare l’ossidazione potete invece preparare un po’ di succo di limone da spalmare sulla superficie interna (ad esempio una mela tagliata a metà).
Ovviamente per chi vuole tirare fuori il massimo da uno scatto deve ricorrere almeno a una veloce passata in PostProduzione, in modo da dare una ripassata ai neri, magari applicare una maschera di contrasto, eventualmente togliere qualche difetto di cui non ci eravamo accorti, ecc…

Bene, l’articolo è terminato e speriamo di avervi dato parecchi spunti di miglioramento per poter davvero dare quella “marcia in più” alle vostre foto. Come dicevamo più su, per imparare a “osare” e creare nuove composizioni, molto più attrattive e di impatto potete consultare un paio di libri che vi consigliamo. Nessuno vi vieta di leggerne anche altri, ma il consiglio di prendere riferimento da un qualche libro del settore è davvero molto sentito perchè purtroppo a nostro avviso il punto in cui quasi tutti peccano agli inizi è proprio la composizione e lo sviluppo/maturazione di un buon gusto estetico oltre che di una padronanza della luce.
I libri che abbiamo deciso di proporvi sono (purtroppo solo il primo è in italiano) :
Fotografare il cibo: da semplici istantanee a grandi scatti
– Food Photography & Lighting: A Commercial Photographer’s Guide to Creating Irresistible Images
– Food Styling For Photographers: A Guide to Creating Your Own Appetizing Art

Con questo è davvero tutto, se avete commenti, o volete qualche chiarimento, se volete qualche altro suggerimento o per qualsiasi altro motivo…utilizzate il box dei commenti in basso e vi risponderemo senza alcun problema.

A presto allora, sempre qui….sempre su On 50mm Blog Fotografico !!!
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