Liberatoria fotografica…quando la legge è più importante del click.

Oggi parliamo di legge, e di fotografia. Di regole e di suggerimenti di comportamento. Non siamo a un nuovo corso di giurisprudenza online, ma anzi il contenuto dell’articolo di oggi tocca da vicino ognuno di noi.
Si, perchè anche un’arte e una passione bella e estroversa come la fotografia deve sottostare a un rigido corpusnormativo, volto in parte alla protezione della privacy, in parte alla tutela dei luoghi e dei soggetti “off-limits“.
In questo articolo parleremo di tutti quei casi (o perlomeno dei più comuni) in cui scattare una foto è vietato, o perlomeno vincolato da precise norme. A fine articolo, inoltre, sarà allegato un pdf gratuito e stampabile (messo a punto appositamente per l’occasione) che potrete portare sempre con voi per l’uso che vi verrà proposto in seguito.
Come al solito abbiamo scelto come “stile” di spiegazione e narrazione quello del “Botta & Risposta“, il perchè è da rintracciare nella facilità di capire le domande e le relative risposte, senza ingarbugliarsi in discorsi infiniti. Specifichiamo che quello che scriviamo qui è solo un’infarinatura di tutto il corpus normativo sul settore, e se vi interessa l’argomento o volete approfondire, a fine articolo vi lasceremo dei link sui quali poter continuare la vostra assetata ricerca di verità e illuminazione giuridica.
Messaggio per i lettori non-Italiani (ci sono pure loro, urrà !!): la maggior parte delle norme qui presentate e proposte potrebbero non valere per i paesi diversi dall’Italia, e sopratutto per i paesi non appartenenti alla CE (Comunità Europea), se appartenete a questa categoria di lettori, per stavolta vi do il permesso di saltare l’articolo, o anche leggervelo per capire come vanno un po’ le cose qui in Italy.
Partiamo da una domanda secca :
“Ci sono dei luoghi pubblici dove “paradossalmente” è vietato fotografare ?”
Certo. Ho messo la parola paradossalmente perchè potrebbe sembrare strano che in luoghi “pubblici“, uno non è libero di fare una foto. I luoghi in questione sono i luoghi che vanno sotto l’attributo di “strategico“, parliamo quindi di aereoporti, stazioni, basi militari, porti, eccetera. Per quanto riguarda le stazioni in realtà la norma esiste, ma è diventata di così blanda applicazione che molto spesso non viene detto nulla anche se scatti sotto il naso del capostazione. Tuttavia ricordate che se vogliono essere fiscali, voi siete nel torto. Per evitare di attaccare una lite o peggio, prima di scattare qualche foto chiedete sempre il permesso a qualcuno di qualificato, se questo vi dice che potete, scattate, se vi viene detto di no, rispettatelo.
 
“E in un luogo privato come un teatro o un centro commerciale, posso usare la mia super-fotocamera ?”
Teoricamente il nome stesso del luogo già vi dice tutto : privato. Se il luogo è privato, significa che per scattare fotografie dovete necessariamente chiedere al proprietario di tale luogo. Ora, ovviamente va valutato tutto in base al contesto. Se siete in un teatro cittadino e vostro figlio partecipa alla recita natalizia, molto probabilmente nessuno vi dirà niente se scattate una foto (senza flash sarebbe meglio, fatelo per vostro figlio che sta recitando). Se invece andate a una serata di gala in un teatro molto importante e nel foyer c’è tanto di cartello “VIETATO FOTOGRAFARE“, va da sè che la compattina la terrete in tasca senza usarla. Anche luoghi apparentemente pubblici come i centri commerciali (che in realtà sono privati,ma aperti al pubblico, è diverso) sarebbero da includere in questa categoria, ma nella maggior parte dei casi nessuno vi dirà nulla se vi scattate una foto vicino all’ingresso del noto negozio di abiti luxury o davanti alla catena di fast-food con un bell’hamburger che straborda salsa e pezzetti di carne di dubbia provenienza.
“Se per strada incontro un VIP posso fotografarlo ?”
Certo. E non dovete avere la licenza da paparazzo per farlo. Secondo l’attuale norma in materia :

Art. 97 – Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici e culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione o anche al decoro della persona ritrattata.

Significa che potete scattare una foto a questi personaggi (politici, attori, eccetera) senza chiedere loro il permesso nè alcuna autorizzazione scritta (che più avanti chiameremo liberatoria) ma non potete pubblicarla o esporla qualora questa foto possa recare loro pregiudizio dell’onore o della reputazione, anche se spesso la reputazione e l’onore sono bravissimi a perderli anche da soli, volontariamente per di più, ma è un’altra storia… Sottolineo che tutto ciò vale fino a quando il personaggio noto è in pubblico, non appena varca la soglia di un luogo privato voi non avete più il minimo diritto di fotografarlo.
Con questa domanda abbiamo scoperchiato il vaso di pandora della liberatoria, quindi giriamo il coltello nella piaga.
“Posso fotografare una persona estranea, che ignara cammina per strada, con un candid shot ?”
Si e no. Con “candid shot” si intende uno scatto a sorpresa, del tipo che fino a un secondo prima stavi fischiettando e fingendo di guardare l’orologio e un momento dopo ZAC!!reflexona con obiettivo tele da 3kg puntato in faccia. Su questo tema, tanto caro agli street photographers(ma quanto fa figo dirlo!!), si è dibattuto molto. C’è chi dice che non bisogna chiedere il permesso prima di fare lo scatto, perchè si rovina l’espressione del soggetto che si accorge di essere fotografato e finisce per fare il classico sorriso ebete, e c’è chi dice che prima di premere il pulsante di scatto bisogna già essersi fatti firmare la liberatoria, c’è ancora chi dice che per lui non c’è bisogno di chiedere proprio niente, e se ne infischia di tutto e di tutti scattando a destra e a manca.
La legge diciamo che non sta da una parte precisa, ma semplicemente prevede che se:
– la tua foto è avvenuta in un luogo pubblico ma a un soggetto non di dominio pubblico ;
– la foto è un primo piano stretto o la figura è isolata dal contesto, quindi la persona è facilmente riconoscibile ;
bene, se le due condizioni coesistono, allora è necessario che per fare quella foto voi dobbiate chiedere il permesso. E per poter utilizzare quella foto (magari per metterla su internet, o per fare una mostra, o per un concorso fotografico) voi dovete farvi firmare la liberatoria. La liberatoria niente altro è che un documento in duplice copia (una resta a voi, l’altra la date al soggetto fotografato), dove vengono lasciati i dati sia del fotografo sia del “modello improvvisato“. In tale documento il modello autorizza il fotografo a usare quella foto che ha scattato. Senza quel documento, qualora voi pubblicaste lo stesso una foto che rientra nelle due condizioni poste sopra, il tizio nella foto potrebbe tranquillamente denunciarvi per violazione della privacy e del diritto all’immagine.
La legge infatti dice :

Art 96 – Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio, senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell’articolo seguente. Dopo la morte della persona ritrattata si applicano le disposizioni del secondo, terzo e quarto comma dell’art.93

Ovviamente la legge prevede numerosi casi, praticamente delle “sfumature” del caso principale.
La più importante riguardale le cerimonie e gli eventi pubblici.
Se fate una foto durante un evento pubblico (un corteo, una partita di pallone, ecc) e riprendete più soggetti insieme, decontestualizzando il singolo a favore più del “gruppo” allora non dovete più chiedere il permesso esposto sopra. Se ad esempio andate a vedere la partita e fate una foto ai tifosi che festeggiano, e la foto è palesemente “ampia” e non stringe su un solo soggetto, allora siete di liberi di non chiedere alcun permesso. Condizione-chiave, quindi, è il fatto che il soggetto non deve essere isolato, e preso singolarmente, ma piuttosto deve essere immerso nel gruppo della manifestazione.
Due esempi presi dal web…:
RITRATTO ISOLATO   (permesso necessario)       
                             
RITRATTO DI GRUPPO   (permesso non necessario)                                                                                                                                 
Facciamo molta attenzione al caso in cui a essere fotografato è un minore. Sui minori non si scherza e le pene e le decisioni possono diventare molto più aspre se di mezzo c’è un minore. Proprio per la maggior tutela di cui gode. Attenzione ai “permessi verbali“, tipico caso è quello della classica giornata al parco, mamma e bambina giocherellona vi passano accanto. Voi chiedete alla mamma di poter fare una foto alla piccola che vi sembra tanto simpatica e fotogenica, la madre distrattamente vi da un “Ok” mentre magari parla al telefono. Qualche mese dopo la vostra foto viene pubblicata su un giornale. La mamma riconosce la piccola e, non ricordando di avervi mai dato il permesso, si incazza una belva e vi scatena contro una selva di avvocati. Voi, a questo punto, siete con un bel pugno di mosche in mano, ovvero il misero ricordo di un “permesso” detto a voce. I latini dicevano, a ragione, “Verba volant, scripta manent“, a significare che le parole volano….solo le carte scritte restano.
E’ proprio per questo che abbiamo deciso di allegare una liberatoria fotografica già pronta da stampare, e da portare con se in ogni occasione nella borsa o nello zaino fotografico.

Un altro caso di uso della liberatoria è quello per foto commerciali, in studio, con una modella. Anche le foto fatte ad una modella per un servizio a pagamento interessano il suo diritto all’immagine e la sua privacy, perciò anche queste sono sottoposte alle necessarie autorizzazioni del caso. Per acquisire quindi i diritti sulle foto di un Photoshoot con una modella bisogna far firmare a quest’ultima la liberatoria. Ovviamente in questo caso nella liberatoria andrà scritto sia la finalità a cui sono destinate le foto (pubblicazioni, spot TV, mostre, ecc) e sia il compenso per la modella. La liberatoria che proponiamo noi a fine articolo potrebbe anche andare bene, basta utilizzare i campi appositi, ma se dovete lavorare seriamente nel settore delle modelle e dei ritratti a fini commerciali vi consiglio di documentarvi e procurarvi delle liberatorie ad hoc.Per quanto riguarda la portabilità, una scelta interessante è quella della liberatoria digitale. Praticamente parliamo di un’applicazione per smartphone e tablet (meglio per tablet data la superficie maggiore di touch), che permette di far firmare il modello semplicemente facendogli scrivere con il dito sul touch. In questo modo non solo vi risparmierete tutti i fogli da portare appresso, ma anche avrete nel vostro tablet/smarphone un database con tutti i dati dei modelli sempre pronti all’uso !! Per maggiori info su queste app, visita il nostro precedente articolo sulle 15 app che ciascun fotografo deve avere !!

Attenzione che tutto quello che è stato scritto non vale solo per chi possiede una reflex da 10.000 euro e un obiettivo da un metro, ma anche per chi semplicemente scatta con un cellulare. Qualsiasi immagine, di qualsiasi risoluzione e tipologia, deve rispettare le regole imposte dal corpo normativo dello stato. E oggi, in una società sempre più preoccupata per la privacy e per la tutela dell’immagine, beccarsi una denuncia non è poi così difficile. Instagramers avvisati, instagramers mezzi salvati. 

Tornando all’articolo, riassumendo tutto il succo in poche battute possiamo darvi due (tre) consigli…:
1 – quando scattate in luoghi privati chiedete il permesso, se vi viene negato rispettatelo.
2 – fate sempre firmare la liberatoria, anche quando potrebbe sembrare inutile, è una precauzione che potrebbe dimostrarsi una benedizione un domani.
3 – trattate sempre con gentilezza il prossimo…un sorriso, un grazie e una breve chiacchierata possono aprirvi porte che nemmeno permessi ufficiali riuscirebbero ad aprire…
Detto ciò concludiamo questo prolisso articolo, lasciando qui in allegato la liberatoria che abbiamo preparato per voi. E’ consentita gratuitamente la stampa (ricordatevi che serve la duplice copia) e il download, mentre ne viene espressamente vietata la riproduzione e la distribuzione con fini di lucro.
Come sempre, per eventuali dubbi, il box dei commenti in basso è sempre a disposizione…
Non ci assumiamo alcuna responsabilità per quanto scritto sia in questo articolo, sia per quanto riguarda la liberatoria. L’utilizzo della suddetta è a vostro completo rischio e pericolo e nessuna pretesa può essere avanzata verso On50mm Blog Fotografico derivante da un cattivo o negligente uso della stessa.
Per coloro che vogliono approfondire la materia lasciamo qui qualche link che può tornarvi utile:

 

 Bene, con questo vi lasciamo, e vi aspettiamo con il prossimo interessantissimo articolo sempre qui, sempre sul nostro On 50mm Blog Fotografico !!

5 Responses to “ Liberatoria fotografica…quando la legge è più importante del click. ”

  1. Sapevo che le regole sono severe in caso di diritti di immagine, ma finora credevo che in luogo pubblico le foto fossero legali a meno di divieto espresso… Grazie per la precisazione.
    Una domanda: valgono regole simili anche per le foto prese da siti? Devono rilasciarmi un’autorizzazione?

    • Ciao Marcello, allora, per quanto riguarda le immagini altrui entriamo nel campo del copyright e dei diritti d’autore, altro campo in cui le leggi sono moltissime e spesso molto ingarbugliate. Quando tu prendi un’immagine dal sito di un’altra persona teoricamente dovresti prima chiedere il permesso e aspettare che questa te lo rilasci, e poi procedere. Spesso basta semplicemente chiedere il permesso, mentre per alcune tipologie di foto (penso ad esempio alle immagini stock) bisogna pagare una tariffa su determinati siti per acquisire il diritto (esclusivo o meno) su quell’immagine. Ci sono, poi, immagini libere dal copyright, che gli autori lasciano sul web senza appunto tali vincoli, bene, quelle possono essere prese e manipolate anche senza il permesso dell’autore perchè appunto non sono coperte da nessun diritto, tale rinuncia a qualsiasi diritto da parte dell’autore la trovi citata come “licenza CC0”, ci sono parecchi siti che pffrono immagini prelevabili e usabili gratuitamente, te ne cito alcuni..: http://www.sxc.hu/ http://www.morguefile.com/ http://www.photoxpress.com/ Spero di averti aiutato !! A presto !!!

  2. Un’informazione. Se come fotografo professionista di mia iniziativa eseguo una serie di foto di una particolare perfomance, evento artistico di chi sono i diritti? L’evento avvenuto nello spazio esterno, con ampio panorama. Chi ha eseguito la perfomance può rivalersi su di me in qualche modo? I diritti sono loro o miei come autore delle foto? Posso utilizzare le foto a scopo commerciale senza comunicare nulla a chi ha realizzato l’evento originale?
    Grazie
    Stefano C

    • Ciao Stefano, purtroppo non sono un giurista e non so rispondere con esattezza alla tua domanda. Ti consiglio quindi come prima cosa di contattare un esperto del settore per avere il suo parere prima di intraprendere azioni che magari possono poi portarti a una querela o simili. Quello che posso dirti è che in caso di manifestazioni PUBBLICHE (ad esempio una processione religiosa) non dovrebbe essere necessaria alcuna autorizzazione (tranne per il caso dei primi piani o dei minori che detto nell’articolo). Nel caso di manifestazioni all’aperto, ma private (ad esempio una sfilata di moda, o una manifestazione organizzata) sarebbe il caso di contattare l’addetto stampa dell’organizzazione e chiarire con lui se tu puoi utilizzare liberamente gli scatti che fai o è il caso che loro ti autorizzino esplicitamente. Molto spesso in caso di eventi in luogo aperto, ma organizzati da privati, vengono nominati dei fotografi “ufficiali” che hanno l’esclusiva su tutte le foto della manifestazione. In quel caso quindi qualunque foto realizzata da altri va da se che non avrà mai l’autorizzazione necessaria. Se ovviamente si chiude un occhio per la foto che fa il ragazzino con la entry-level, sicuramente l’occhio non si chiuderà per il fotografo professionista che (non autorizzato) scatta foto e poi tenta di rivenderle o altro…
      Per una tua maggiore sicurezza, anche legale, chiedi approfondimenti a un avvocato di fiducia. Se ti va, poi, scrivi in un commento qui sotto quello che l’esperto ti dirà in modo da aiutare anche altri utenti che leggeranno l’articolo.
      Ciao e grazie del commento !! Torna a trovarci !!

  3. GRAZIE MILLE GIORGIO !!! Velocissimo nella risposta 🙂
    Molto gentile ed utile ! Se saprò di più cerchero di comunicarvelo.
    Stefano

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