La GRANDE GUIDA al mondo dei FLASH – Parte 1

Se cerchiamo la parola Flash sul vocabolario, possiamo ritrovare, tra le altre, questa dicitura..
Flash : Nella tecnica fotografica, lampo, ottenuto con speciale dispositivo elettrico o elettronico (detto anch’esso flash, o lampeggiatore), per scattare fotografie con scarsa illuminazione.

Ecco, in pochissime parole possiamo apprendere cosa è un flash e quale è il suo primario scopo di utilizzo.
Possiamo infatti attribuire al flash una funzione abbastanza semplice, univoca e costante, seppur poi a volte anche complessa nella svariata messa a punto pratica, ovvero la funzione di illuminare.

Partiamo dalle origini con un brevissimo excursus storico. La fotografia come modalità di fissaggio della realtà su un supporto materiale e durevole è nata intorno agli anni venti del secolo XIX, quando iniziarono a diffondersi alcune sostanze chimiche fotosensibili che permettevano per l’appunto di fissare delle immagini su un supporto rigido, supporto che aveva il pregio di non deteriorarsi facilmente con il passare del tempo, mantenendo quindi intatta la figura sovraimpressa.

Così come nacque la possibilità di fotografare, nacque quasi contemporaneamente il problema strettamente connesso alla fotografia. La luce. Ebbene si, la fotografia per poter esistere ha bisogno di luce, in quanto è proprio quest’ultima che permette l’eccitazione delle sostanze chimiche (oggi dei sensori digitali), ma spesso in determinati ambiti di luce ce n’è poca o proprio non ve ne è traccia. Perciò fin dalle origini della fotografia si sono studiati vari metodi per apportare luce a un ambiente poco illuminato, al fine di riuscire a fissare correttamente l’immagine sul supporto apposito.
Uno dei primi modelli di “flash” è stato il famoso pannello, tenuto in mano dal fotografo, sul quale si disponevano delle sostanze chimiche (polveri di magnesio) alle quali si dava fuoco producendo un lampo intensissimo, che istantaneamente dava un apporto luminoso davvero notevole alla scena. Con il passare del tempo e con il progredire della tecnologia le modalità di apporto luminoso sono ovviamente cambiate.
Oggi al posto della polvere di magnesio c’è un filamento metallico immerso in un’atmosfera di gas Xeno, il tutto intrappolato in un’ampolla di vetro per protezione dall’atmosfera esterna e per necessità di pressurizzazione, e al posto del fotografo che dava fuoco alla polvere ci sono sistemi elettronici di gestione dello scatto, sistemi molto molto complessi che possono gestire il flash in moltissime condizioni diverse.

IERI                                  OGGI     

Concluso questo breve accenno storico parliamo delle finalità di questa guida.
Da tempo sono iscritto a vari forum online, trattanti tematiche legate alla fotografia, e molto spesso, anzi spessissimo direi, vedo discussioni aperte da nuovi “adepti” alla fotografia, che si chiedono se devono comprare un flash esterno, quale marca preferire, come sceglierlo, cosa chiedere al negoziante di fiducia.
Bene, con questa guida il nostro scopo è di fugare quanti più dubbi possibile su questo intrigantissimo mondo. Probabilmente non riusciremo a coprire tutti gli argomenti inerenti l’ambito “illuminazione artificiale“, purtroppo l’argomento è talmente vasto che sarebbe necessario scrivere interi libri sulla questione per una chiarezza completa ( e ce ne sono per la verità ), quindi ci limitiamo esclusivamente all’ambito flash per una maggiore chiarezza di chi si avvicina a esso per le prime volte.

Partiamo quindi con la prima domanda specifica….
#1 –   Perchè scegliere un flash esterno, non va bene quello che ho già “on camera” ?
Come prima domanda direi che è la più corretta da formulare. Come abbiamo anticipato questa guida è rivolta a chi non conosce il mondo dei flash e vuole saperne qualcosa in più. La prima cosa che appunto un neofita si chiede è quale possa essere l’utilità di spendere del denaro in più, per una cosa di cui la nostra reflex (o macchina fotografica in genere) è già fornita.
Le argomentazioni a favore dell’acquisto sono molte, esponiamo qui le più importanti…
1 – Il flash “on camera” detto anche “pop-up” è un flash integrato nella reflex, che è stato implementato per dare un supporto luminoso in condizioni di scarsa luminosità. Come dice il termine stesso, questo piccolo flash deve dare un “supporto“, ben diverso dal dare un vero “apporto” alla luminosità della scena. Ovvero, data la scarsa potenza, può solo integrare la luce ambiente con il lampo, ma darebbe risultati pessimi se usato ad esempio all’aperto in spazi ampi col buio completo. Questo piccolo flash, insomma, ha una potenza molto inferiore al flash “esterno” e quindi limita moltissimo la possibilità creativa e fotografica di chi sta scattando. Quindi riassumendo, il flash esterno è utile perchè è più potente del flash pop-up (come si misura e da cosa si legge la potenza lo spiegheremo in seguito).
2 – Il flash pop-up è appunto integrato nel sistema della reflex, e come tale per funzionare preleva energia dalla batteria della suddetta reflex. L’uso quindi frequente del flash nelle nostre foto andrà a peggiorare la resa in termini di foto scattabili per carica integrale della batteria. Questo è ininfluente quando si scattano poche foto, magari in casa, ma diventa molto importante quando ad esempio siamo fuori casa e abbiamo bisogno che la batteria duri il più possibile.
Diversamente, un flash esterno ha il suo vano batteria o addirittura un pacco batterie esterno, e quindi non ha alcuna influenza sulla durata della batteria della reflex. Riassumendo quindi : il flash pop-up consuma preziosa energia dalla batteria della reflex.

3 – Se ci fate caso, il flash pop-up quando si apre dal suo alloggiamento, ha un semplice movimento di “flip”, ovvero non può essere direzionato per bene in alto, in basso, verso destra o verso sinistra. Semplicemente si alza in una posizione fissa e da lì spara il lampo. Stop. Qualsiasi altra soluzione è impedita. Questo genera le famosissime ombre dure (ovvero ombre nette e molto scure) derivanti dall’uso del flash pop-up, ombre molto antiestetiche e fastidiose. Molto diversamente, invece, con un flash esterno noi avremo una completa gestione della luce…possiamo poggiarlo per terra, tenerlo attaccato a un palo, orientarlo verso destra, orientarlo in modo che la luce rimbalzi su una parete e poi finisca sul soggetto…insomma…con un flash esterno abbiamo completa padronanza della luce e della sua direzione.

Fondamentalmente queste tre sono le motivazioni principali che ci spingono a comprare un flash esterno, e a utilizzarlo con grande attenzione e creatività, a dispetto dell’uso del semplice pop-up.
Passiamo ora alla seconda domanda specifica
#2 –    Mi hanno detto che ci sono sia dei flash esterni “automatici” sia dei flash “manuali”…che significa ?
Bisogna innanzitutto fare alcune premesse per rendere più chiari alcuni concetti. Le nostre macchine fotografiche, quando inquadriamo una scena, fanno una valutazione della luce che c’è in quella scena mediante un sistema TTL (Through The Lens) ovvero leggono la luce che rimbalza dal soggetto attraverso l’obiettivo, e capiscono quanta luce c’è, regolando di conseguenza le varie impostazioni di diaframma, tempi, ISO. Bene. Quando utilizziamo il flash pop-up, essendo questo integrato nella reflex, una volta misurata la luce che c’è nella scena, il “cervello” della reflex capisce che è aperto anche il flash integrato, e che quindi in caso di necessità c’è anche un po’ di luce che verrebbe dal flash, quindi regola da solo, “automaticamente” appunto, le varie impostazioni del flash. In parole povere, decide tutto lui…a noi non resta che premere il pulsante di scatto e la foto è pronta. In realtà si può usare anche il pop-up in modalità manuale ma non dilunghiamoci troppo su questo aspetto poco interessante.
Con lo stesso sistema funzionano i flash esterni “automatici” ovvero quelli che hanno il supporto per la tecnologia E-TTL (in Canon) o I-TTL (in Nikon)…Una volta montati questi flash, e una volta attivata la funzionalità TTL, questi flash comunicheranno da soli con la reflex e da soli sceglieranno la potenza alla quale sparare il lampo e altre impostazioni, senza che voi dobbiate toccare nulla. Farà tutto il flash. A voi non toccherà altro che inquadrare e usare la reflex come se il flash non ci fosse. Questo è ottimo in situazioni in cui non si può stare tanto a scegliere le varie impostazioni, vedi foto a matrimoni o eventi sportivi dove l’attimo dello scatto è rapidissimo e non si può perdere tempo, ma è molto limitativo in quanto decidendo tutto la macchina fotografica, il vostro apporto creativo è molto scarso.

L’altra modalità, invece, è appunto quella manuale. Questa modalità prevede l’uso del flash in maniera totalmente “manuale” appunto, ovvero non sarà più la reflex a decidere tutte le impostazioni del flash, ma saremo noi, con i tasti appositi sul flash, a decidere come regolarlo in base alle nostre esigenze.
Questa modalità è quella più creativa, perchè permette di scegliere in maniera autonoma tutte le impostazioni per ottenere effetti particolari, o per combinare magari più luci insieme. E’ anche la maniera di uso più complessa, in quanto ora non ci sarà più la reflex a decidere tutto, ma tutto spetta a noi…inoltre ora la reflex non gestendo più il flash non saprà più dirvi quale è l’esposizione giusta in quanto non saprà ovviamente come state impostando il flash. Va da sè quindi che quando si usa il flash esterno in modalità manuale, anche la reflex si dovrà impostare in maniera completamente Manuale (M).
Questa regola si può “trasgredire” se operiamo sulla scena in modo da andare a esporre con la luce ambiente la scena ( e quindi possiamo usare la reflex con le impostazioni che vogliamo), però usiamo contemporaneamente il flash per schiarire certi punti…tuttavia ci vuole un minimo di esperienza per sapersi regolare su come impostare il flash di modo che poi non sovraesponga la scena, perciò lascio questo argomento a una trattazione più approfondita magari in futuro…quindi per coloro che iniziano a usare il flash possiamo andare oltre e riferirci alla regola di usare la reflex in manuale con il flash in manuale.
Bene. In commercio attualmente ci sono numerosissimi modelli di flash.
La prima distinzione da fare nella immensa bolgia dei flash esterni è quindi quella fondamentale tra MANUALI e CON SUPPORTO TTL.
E’ la prima distinzione essenziale per la nostra scelta del flash. In base a questa scelta potremo poi decidere tutto il resto. Per fare questa scelta dobbiamo porci questa domanda …:
Ho io necessità di immortalare momenti fuggevoli, momenti importanti, momenti dove la velocità è essenziale? O posso scegliere con calma le impostazioni delle mie luci, posso regolare i parametri con calma e con del tempo a disposizione ?
Mi pare ovvio che un fotografo sportivo o cerimonialista si ritroverà nella prima situazione, un fotografo di still-life si ritroverà nella seconda. Quindi riassumendo, la prima scelta in assoluto da fare è questa. Automatico o Manuale. Va anche detto che i flash manuali in genere costano qualcosa in meno di quelli automatici in quanto sono privi di tutta quella componentistica che permette al flash di comunicare con la reflex, componentistica non solo materiale (hardware) ma anche a livello di brevetti e retro-ingegneria per far si che il flash possa comunicare con la reflex con il suo “linguaggio”.

Rileggendo quel che ho scritto, mi scuso se sono apparso prolisso su alcune cose che possono sembrare banali, ma vi assicuro che moltissimi dubbi, anche più complessi, partono proprio dal non aver capito bene proprio le cose base. Vista la mole di parole spese in questo articolo direi che per questa “puntata” può bastare, meglio digerire gli argomenti trattati con calma e ponderazione.

Vi lascio per ritrovarvi prestissimo, tra tre giorni appena, per la seconda parte di questa GRANDE GUIDA sul mondo dei flash…

Indice della GRANDE GUIDA :
 La GRANDE GUIDA al mondo dei FLASH – Parte 2
– La GRANDE GUIDA al mondo dei FLASH – Parte 3

…l’informazione fotografica è sempre qui, sempre su….ON50MM BLOG FOTOGRAFICO !

Fonti immagini : Web

5 Responses to “ La GRANDE GUIDA al mondo dei FLASH – Parte 1 ”

  1. Ciao Giorgio!
    Che spiegazioni esaurienti. Chi è alle prime armi con i flash dovrebbe partire proprio da qua:)

  2. Buongiorno Giorgio,solo da un paio di anni mi sono avvicinato al mondo delle Reflex. Posseggo una Nikon D5100 e con essa mi diverto davvero molto. Circa un mese fa ho acquistato un flash Neewer 565 con gli appositi trigger. A dire il vero ancora faccio a pugni per capire bene come usarlo in modalità ttl. La macchina deve stare necessariamente in automatico? Perchè se la imposto in manuale (e il Flash in ttl) rischio di fare ugualmente foto buie a meno che non apra il diaframma.
    Scusami la domanda da neofita….ma in effetti lo sono! 😀

    • Giorgio Casiello

      Ciao Mauro, non preoccuparti per le domande, nessuno come si suol dire “nasce imparato”.
      Venendo alla tua domanda in realtà bisognerebbe capire come procedi dopo aver impostato la modalità manuale. Premetto che solitamente la modalità manuale è utilizzata per usare il flash altrettanto in manuale, facendo riferimento a quello che è lo stile della tecnica “lampista” (puoi provare ad approfondire se vuoi). Non conosco il tuo flash, ma orientativamente la modalità TTL funziona con il flash che interagisce con la reflex e “decide insieme” i parametri ottimali per raggiungere condizioni di buona illuminazione. Nella modalità manuale tu blocchi la reflex al tuo volere, e quindi teoricamente il flash dovrebbe compensare. Bisogna però considerare i tempi…che tempi usi? Perchè se vai sotto (a livello di velocità) i 1/200 (spesso anche 1/160) il flash non riesce più a illuminare, visto che le tendine si aprono troppo in fretta. Si parla di “massima velocità di flash sync” e la trovi scritta anche nel manuale della tua reflex.
      Il mio consiglio, per semplificare, è usare la modalità TTL nelle funzioni automatiche o meglio ancora in quelle semiautomatiche (A, S, P). Il manuale usalo con flash in manuale perchè oltre a permetterti una gestione TOTALMENTE da parte tua, ti permette anche di evitare che il flash, dovendo recuperare a tutti i costi la luce, ti crei delle illuminazioni spiacevoli e brutte da vedere.
      Se hai ancora dubbi resto a disposizione, ciao !!

  3. Matteo Arghirò

    Ciao Giorgio, innanzitutto complimenti per questa guida, davvero molto semplice da seguire e chiara.
    Anch’io sono alle prime armi con il flash, quindi mi trovo un po’ impacciato. Ne ho acquistato molto economico, visto che per quello che mi serve era sprecato spendere soldoni, il modello è il Neewer TT560.
    Tra le modalità trovo la Manuale, S1 e S2.
    Di solito utilizzo la reflex in modalità semiautomatica (S o P) per essere più veloce ad effettuare lo scatto, secondo te in che modo dovrei utilizzare il flash?
    Ci sto sbattendo da giorni, ma i risultati sono pessimi. Le foto escono o bruciate o mosse. Spero che riuscirai a darmi una mano.
    Ti ringrazio anticipatamente, a presto 🙂

    • Giorgio Casiello

      Ciao Matteo, il tuo flash come hai ben detto funziona solo in manuale, quindi non prevede nessun automatismo. La velocità, perciò, non è proprio la sua caratteristica visto che in condizioni di scatto rapido serve un flash che automaticamente decida i parametri migliori di scatto. Nel tuo caso, infatti, tocca a te mano a mano che scatti foto, aggiustare la potenza, la parabola e tutti i parametri necessari sul flash. Solitamente questo tipo di flash vengono usati in studio, dove non c’è necessità di fare lo scatto al volo e si ha più tempo per provare lo scatto finchè non si raggiunge il risultato ottimale.
      Ahimè non c’è modo di aiutarti…l’unica cosa che posso consigliarti è di imparare dei parametri standard a seconda della luce ambiente che ti trovi ad affrontare (ma richiede tanto tempo e molta esperienza sul campo) oppure puoi acquistare qualche modello di flash automatico, anche meno potente, ce ne sono anche sotto il centinaio di euro.

      Ciao!!

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