Elliott Erwitt…e il piacere del sorriso.

elliott erwitt

Eccoci anche oggi con la nostra, ormai affezionata e rituale, “Sunday of Great Masters”. Oggi vi proporremo un nuovo, sempre inverosimile e interessante, dialogo immaginario con un grande personaggio della storia della fotografia. Il protagonista di oggi è ……..Elliott Erwitt (1928 – ).
Noto in tutto il mondo per i suoi capolavori, sopratutto in campo della fotografia pubblicitaria e “street“, grande collaboratore di altrettanti miti come Robert Capa e Henri Cartier Bresson. Ha lavorato, e lavora tutt’oggi, in parecchi ambiti e con personaggi di tutto il pianeta come soggetti.


Oggi siamo in trasferta per documentare la nostra intervista immaginaria….Siamo da poco giunti a Manhattan, cuore della “Grande Mela“, New York, e ora ci dirigiamo verso l’appuntamento con Elliot Erwitt.

D: Buondi signor Erwitt, grazie dell’invito e dell’ospitalità nella sua città, è meravigliosa !!
R: Grazie a voi che impavidi avete affrontato un viaggio così lungo per venire a trovarmi …Benvenuti !

D: Allora Mister Erwitt, iniziamo subito parlando un po’ di lei, la sua gioventù, il suo continuo viaggio….
R: Ottimo. Allora innanzitutto buongiorno a tutti i cari lettori. Mi chiamo Elio Romano Erwitz ( così sono “intitolato” in realtà), e sono nato nel lontano 1928 ( ommiodio come sono vecchio….) a Parigi da genitori emigrati dalla Russia. Tuttavia poco dopo la mia nascita ci trasferimmo a Milano, in Italia. Ah, quanto ho amato questa terra, quanti ricordi di infanzia, quanta serenità, ancora vivida nel mio cuore. All’età di dieci anni tuttavia la mia famiglia decise di partire per la Francia, spaventata dal crescere del partito fascista e delle sue idee sempre più pericolose. Cosi dopo una breve sosta in Francia prendemmo un grosso barcone che ci portò in America (altro che aerei Boeing di oggi….). Al mio arrivo in America la famosa scena dell’ufficiale che assegna i nomi sulla banchina del porto ai nuovi immigrati in America. Fu così che il mio nome fu annotato come Elliott Erwitt. Non conoscendo praticamente nessuno in America decidemmo con mio padre di andare ad Hollywood, luogo già allora notissimo come set cinematografico per eccellenza e luogo dove il tenore di vita era certamente più alto della media. Fu un viaggio estenuante in auto….ma finalmente arrivammo a Hollywood. Era un qualcosa di meraviglioso….non avevo mai visto tutto quel lusso e quella magnificenza…

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D: Fu proprio li che iniziò la passione per la fotografia, vero?

R: E’ vero Giorgio. Per racimolare qualche soldo, dopo la scuola andavo a dare una mano in uno studio fotografico che si occupava anche di star Hollywoodiane, lavorando in camera oscura alla produzione di stampe e robe del genere. Mi iniziai ad appassionare alla magia fotografica e così decisi di comprarmi una macchinetta economica, una Argus. Fatto più grandicello, a 21 anni, tornai qui a New York per inziare una mia carriera da fotografo, ero pronto a tutto e sapevo di dover fare, almeno all’inizio della mia attività, sacrifici molto grandi. Tali sacrifici però furono anche ripagati dalla conoscenza e amicizia con dei veri e propri “mentori”,dei quali ho vivida memoria.
 
D:Fu allora che conobbe Robert Capa, e di conseguenza l’agenzia “Magnum Photo” ?
R: Si. Aver conosciuto un vero maestro e amico come Robert è per me fonte di immenso orgoglio personale…Quando tornai a New York diciamo che ebbi un periodo abbastanza fortunato, poichè conobbi non solo Robert ma anche altri grandi personaggi del mondo fotografico e non come Edward Steichen e Roy Stryker. Quest’ultimo mi offrì una grande opportunità, che colsi al volo, e che mi permise di avere quello slancio iniziale che serve per intraprendere una grande carriera. Roy era l’ex-direttore della “Farm Security Asministration”, e fu proprio grazie alle sue conoscenze che mi affidò un lavoro presso la “Standard Oil Company” e in seguito anche un lavoro di documentario sulla città di Pittsburg
 
D: Nella sua lunga carriera ha collaborato con molte riviste di tutto il mondo….può parlarcene in breve?
R: I contatti che iniziai ad avere con il mondo della carta stampata mi permisero di iniziare a pubblicare i miei lavori inizialmente su rotocalchi meno famosi ma ben presto, nell’arco di pochi anni, i miei lavori iniziarono a comparire sulle prime pagine di riviste ben conosciute e note come Life, Collier’s, Look, Holiday. E’ stato questo il periodo in cui più mi sono impegnato per la fotografia di genere pubblicitario, sperimentando e producendo lavori che molto spesso avevano il loro punto di forza nell’ironia e nella irriverenza. Da allora non ho più smesso di produrre anche materiale pubblicitario, che oltre a soddisfare la mia passione meramente fotografica, soddisfa anche la mia innata ilarità e creatività.
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D: Finalmente , tempo dopo, entra nella grande famiglia Magnum…
R: Si, fu nel 1953, all’età di 25 anni, che finalmente riuscii ad entrare nella grande famiglia Magnum Photo. All’epoca non era semplice e facile entrare, in quanto era un’agenzia molto molto illustre e prima di accogliere un nuovo membro necessitava di tempo e numerose verifiche sul campo. Nonostante le varie peripezie, riuscii finalmente a entrare nella suddetta agenzia, diventandone addirittura presidente per tre anni di fila intorno agli anni ’60. Fu nell’agenzia Magnum che strinsi amicizia solida anche con un altro grande uomo e protagonista della storia della fotografia, un uomo che in moltissimi conoscono e ancora più numerosi apprezzano, Henri Cartier Bresson.

D: Mister Erwitt, ha avuto anche esperienze cinematografiche oltre che fotografiche ?
R: Devo dirle di si, nella seconda metà della mia vita ho cercato di lavorare anche in ambito cinematografico, un ambito che mi ricordava i tempi passati da ragazzo a Hollywood. Negli anni ’70 girai parecchi documentari abbastanza noti e negli anni ’80 girai 18 film/commedie, genere che mi ha divertito davvero tanto.

D: E’ stato da molti definito uno dei più grandi esponenti della “street photography“…quale è il suo motto ?
R: Uno dei miei motti preferiti che si adatta all’ambito fotografico (in particolare “street” ) è : “per ottenere delle buone fotografie occorre andare in luoghi in cui si pensa che accadrà qualcosa di interessante o seguire particolari soggetti”….la mia fotografia, infatti, cerca sempre di cogliere, senza artifici e troppo complicate interpretazioni, la realtà e le sue buffe, segrete, vicende. Non concepisco infatti tutto quel lungo parlare e filosofeggiare su scatti che in realtà non trasmettono molto a primo impatto, e quindi si cerca di giustificarli e interpretarli in questo modo. La mia fotografia è diversa, cerca appunto di cogliere l’ironia e la leggerezza, è un inno alla felicità e alla semplicità, sa aggiungere quel tocco di humour che spesso va valutato anche in chiave critica verso una determinata realtà e società. E’ forse proprio questo che mi piace della mia fotografia, il cercare di cogliere la gioia che è intrinseca delle cose semplici e belle.
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D: Oltre ad aver pubblicato materiale su riviste e simili, ha mai scritto anche libri ?
R: Si, è stata un’esperienza che ho voluto fare, potrei citarne alcuni …:

Elliott Erwitt, Personal bestelliott erwitt…poi del materiale fotografico su tre città tra le mie preferite Elliott Erwitt’s Pariselliott erwitt , Elliot Erwitt’s Romeelliott erwitt e per finire Elliott Erwitt’s New Yorkelliott erwitt… poi come non citare un libro su scatti sui cani, mia grande passione e grandissima fonte di simpatia Vita da canielliott erwitt, e infine dei libri su scatti vari, raggruppati per un certo filo conduttore..Amici (e altre bizzarre combinazioni)elliott erwitte Amanti (e altri esagerati ottimisti)elliott erwitt.

Ringraziamo il simpaticissimo Elliott Erwitt per la sua compagnia e la sua splendida narrazione biografica e artistica, e vi lasciamo, per ritrovarci ancora insieme domenica prossima…sempre qui, sempre su On50mm.

N.B. per visionare tutte le foto di Erwitt puoi visitare il suo sito …: http://www.elliotterwitt.com
Fonti fotografiche….Web

Per leggere le altre interviste con i Grandi Maestri clicca Qui..: “The Sunday of Great Masters”
Buona Luce.

L’intervista oggetto dell’articolo è frutto dell’immaginazione dell’autore, anche se basata su fatti e argomenti veri e realmente accaduti. © Giorgio Casiello

3 Responses to “ Elliott Erwitt…e il piacere del sorriso. ”

  1. Bellissima anche questa intervista, continuo a sostenere che questa sia una grande idea!!! Poi i link per arrivare ai lavori dei grandi maestri che intervisti è assolutamente una cosa di cui bisogna ringraziare. Bravo Giorgio.

  2. Grazie mille del consenso lusinghiero e appagante….questo mi fa credere di essere sulla strada giusta…

  3. Giorgio, stai confezionando un’opera unica.
    Queste interviste sono gustosissime, la soddisfazione di poter apprezzare i maestri quasi come amici fa scaldare il cuore.

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